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N. 1 / 2026

OMS… cosa sta succedendo?

di Nino Lentini •

Vediamo innanzitutto cos’è l’OMS, Organizzazione Mondiale delle Sanità, e di che cosa si occupa. Istituita nel 1948 a Ginevra è l’autorità incaricata a gestire e coordinare il settore della salute all’interno del sistema delle Nazioni Unite. Il suo obiettivo è fare in modo che tutti gli esseri umani possono godere del miglior livello di salute possibile, definita come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, e non solamente come assenze di malattie o infermità. Tra le varie funzioni l’OMS è impegnata a fornire una guida sulle questioni sanitarie globali, indirizzare la ricerca sanitaria, stabilire norme standard, e formulare scelte di politica sanitaria basate su evidenze scientifiche.

Inoltre, garantisce assistenza tecnica agli stati membri, monitora e valuta le tendenze in ambito sanitario, finanzia la ricerca medica e fornisce aiuti di emergenza in caso di calamità, come è avvenuto durante la pandemia di COVID-19. Attraverso i propri programmi, l’OMS lavora anche per migliorare la nutrizione, le condizioni abitative, l’igiene e le condizioni di lavoro in tutto il mondo. Per raggiungere questi obiettivi, si avvale dei propri organismi di governo: l’Assemblea mondiale della Sanità e il Consiglio Esecutivo. I centri di collaborazione dell’OMS sono istituzioni nazionali, generalmente dipartimenti o unità di università, laboratori, centri di ricerca, ospedali e istituti accademici.

Da chi viene finanziato l’OMS? L’organizzazione riceve parte dei suoi finanziamenti dagli stati membri che pagano un contributo obbligatorio, calcolato sul PIL di ciascun paese e concordato ogni due anni in occasione dell’Assemblea Mondiale della Sanità, nonché da donazioni private. L’OMS conta 194 Stati Membri suddivisi in sei regioni: Europa, Americhe, Africa, Mediterraneo Orientale, Pacifico Occidentale, e Sud-Est Asiatico. L’OMS è quindi una organizzazione essenziale per l’umanità, poiché svolge un ruolo di collegamento tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo o sottosviluppati, cercando di armonizzare gli interventi necessari per alleviare le sofferenze nel mondo. Nonostante il ruolo fondamentale dell’OMS, le polemiche non mancano.

Recentemente, due stati membri, Argentina e Stati Uniti, hanno avviato le procedure per uscire dall’organizzazione. Se la decisione verrà confermata l’uscita degli Stati Uniti dall’OMS diventerà effettiva nel gennaio del 2026, causando enormi problemi all’organizzazione su diversi fronti. Gli Stati Uniti, infatti, rappresentano uno dei maggiori finanziatori dell’OMS, contribuendo con circa il 20% del budget annuale, pari a circa 110 milioni di dollari l’anno in contributi obbligatori e 1,1 miliardi di donazioni volontarie.

Complessivamente l’OMS gestisce oltre 6,8 miliardi di dollari. Le critiche mosse all’OMS da questi due Paesi riguardano principalmente la gestione della crisi sanitaria e la percezione di una influenza politica all’interno dell’organizzazione. Gli Stati Uniti e l’Argentina sostengono che l’OMS abbia gestito in modo fallimentare la pandemia COVID-19, mostrando una maggiore vicinanza ad alcune super potenze rispetto ad altre. Inoltre, gli Stati Uniti esprimono insoddisfazione per i contributi finanziari sproporzionati che versano rispetto ad altre nazioni.

Sarà la verità o è forse un motivo poco nobile per buttare fango su una organizzazione che lavora per tutelare tutti, senza distinzione di età, sesso, religione o di appartenenza sociale? Se gli Stati Uniti confermeranno la loro uscita, si verificheranno gravi conseguenze sia per l’OMS che per la sanità pubblica americana. Infatti gli Stati Uniti perderebbero l’accesso a importanti programmi sanitari internazionali e a risorse fondamentali per la gestione delle emergenze sanitarie globali. Questa situazione evidenzia una tendenza al nazionalismo sanitario e una crescente diffidenza verso le organizzazioni internazionali, con potenziali implicazioni sanitarie globali.

In un’epoca in cui le malattie infettive non conoscono confini, la collaborazione internazionale è essenziale per affrontare e sconfiggere le emergenze sanitarie. Se all’interno dell’OMS esistono problemi, è giusto che vengano affrontati e risolti. Tuttavia, non si può ignorare l’importanza del suo operato. L’OMS ha svolto, svolge e continuerà a svolgere un ruolo cruciale nella tutela della salute globale. Speriamo che il suo lavoro prosegua con sempre maggiore efficacia per il bene di tutti.

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