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	<title>Valeria Restante, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
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	<description>Periodico Mensile Al Plurale &#124; UNISIN</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Nov 2025 10:59:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Valeria Restante, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
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		<title>Rami secchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Restante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 10:17:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Valeria Restante • «Pronto? Buon pomeriggio, sono Jonida, codice 769854, rispondo dall’Albania, come posso esserle utile?».«Buon pomeriggio Jonida, sono Valeria, non ho più il collegamento a Internet e il Modem ha le 5 luci accese ma sono tutte rosse!». «Signora Valeria ha provato a spegnerlo e riaccenderlo?». «Sì, un paio di volte ma non [&#8230;]</p>
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<p>di Valeria Restante • </p>



<p class="has-drop-cap">«Pronto? Buon pomeriggio, sono Jonida, codice 769854, rispondo dall’Albania, come posso esserle utile?».<br>«Buon pomeriggio Jonida, sono Valeria, non ho più il collegamento a Internet e il Modem ha le 5 luci accese ma sono tutte rosse!». «Signora Valeria ha provato a spegnerlo e riaccenderlo?». «Sì, un paio di volte ma non cambia.». «Allora bisogna fare il Reset. Dietro il Modem sulla sinistra in alto c’è un buchino, con una spilla o con qualcosa di appuntito, schiacci lì dentro per qualche secondo e aspetti, il Modem si riavvierà e le luci, una alla volta, si riaccenderanno e ritorneranno verdi. Aspetti ancora qualche altro secondo e vedrà che il collegamento a Internet sarà di nuovo disponibile.». </p>



<p>«Aspetti che provo… Ah sì ecco si sta riattivando. Grazie mille Jonida!». «Signora Valeria, se poi le arriva un SMS per un sondaggio di gradimento potrebbe dare un voto tra il 9 o il 10?». «Ma certo Jonida! Grazie e buon lavoro!». «Grazie a lei!».</p>



<p>«Pronto? Buonasera signora Valeria, sono Andrea e rispondo dall’Italia, come posso esserle utile?»<br>«Buonasera Andrea, avrei bisogno dell’ISEE con il saldo del conto corrente di fine 2024 e la giacenza media? Dove lo trovo nell’APP?». «Deve andare in alto a destra sulla dicitura “Archivio” e nel BOX “Cerca documenti e pagamenti” scriva ISEE. Aspetto mentre esegue l’operatività.». «Ah, ok grazie… Ah, eccolo!». «Se clicca sopra le dà la possibilità di produrre il PDF e di condividere.». «Aspetti che provo… Benissimo. Grazie mille Andrea!». «Signora Valeria, se poi le arriva una telefonata per un sondaggio di gradimento potrebbe dare un voto tra il 9 o il 10?». «Ma certo Andrea! Grazie e buon lavoro!». «Grazie a lei!».</p>



<p>Trova la differenza! Sono entrambe due telefonate a numeri verdi che rispondono H24 a clienti con difficoltà apparentemente minime. Una da un Paese dell’Est Europa e l’altra dall’Italia. Il risultato è lo stesso: risoluzione immediata con conseguente richiesta, da parte dell’operatore, di una valutazione che renda il giusto merito al proprio lavoro. L’importante è che il voto non sia al di sotto del “9” perché, secondo le regole dettate dall’azienda di appartenenza, per l’operatore telefonico sarebbe penalizzante: valutazione negativa, da giustificare! Pertanto, cari clienti, “Al vostro buon cuore!”.</p>



<p>Tutto uguale. Se non fosse che al numero verde dell’istituto di credito rispondono colleghi con anni di esperienza bancaria, reclutati, per il call center, più o meno volontariamente. Parecchi di loro sono in fuga dalle filiali fisiche, con la prospettiva di: lavorare da casa con turni sostenibili, in assenza di pressioni commerciali, senza più gestione di isterici clienti Inbound, niente lavoro quotidiano in emergenza per assenza di personale. Lo scelgono per poter scappare da filiali in fase di chiusura quindi probabilmente non manutenute, con macchinari e attrezzature antiquati non funzionanti e non più sostituibili, senza ricambio generazionale degli organici e, per la maggior parte, con squadre formate da personale maturo e in attesa di esodo. Vale così poco l’esperienza sul campo bancario di migliaia di colleghi?</p>



<p>Ma buttare al vento un patrimonio culturale lavorativo di tal misura a chi giova? È davvero finita la banca tradizionale? Gli utili sono veramente determinati solo dalle grandi operazioni – i big ticket – chiusi direttamente dalle strutture centrali? La rete è effettivamente non remunerativa e in remissione o l’eliminazione è solo una scelta legata alla visionaria prospettiva della sostituzione delle risorse umane con le tecnologie più avanzate? Il canto delle Sirene: vieni in FOL – Filiale On Line – se poi ti troverai male potrai sempre rientrare nella filiale fisica. Se ti troverai male…</p>



<p>Ma i colleghi che hanno creduto che le FOL potessero essere una via di salvezza da una situazione lavorativa di filiale spesso ritenuto asfissiante e senza futuro, ma tutti quelli che si sono allontanati dal muto urlo di dolore causato dal male dell’agonia delle chiusure dei luoghi di lavoro storici, ecco, ma quando questi fugaci bancari capiranno che non potranno più scegliere di tornare indietro perché la maggior parte delle filiali fisiche, semplicemente, non ci saranno più, e che quelle che resteranno non avranno la possibilità numerica di assorbire il boomerang di ritorno dalle FOL, questi cari colleghi resteranno intrappolati nelle maglie di una struttura di call center senza prospettive di crescita emotiva e professionale. Scacco matto! E quanto tempo ci vorrà affinché un’azienda si accorga che un servizio telefonico possa essere gestito da un contratto collettivo call center e non da un contratto bancario? Le FOL hanno una natura prettamente bancaria? Attenzione! I Rami aziendali che non hanno più le caratteristiche del credito e che prendono altre vie e altre direzioni si inaridiscono. E i Rami Secchi si sfrondano. Anzi, si cedono.</p>
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		<title>La grande corsa all’oro. L’eredità</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/09/24/la-grande-corsa-alloro-leredita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Restante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 14:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'altra pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valeria Restante • Uno degli strumenti di utilizzo per la creazione delle blockchain e delle convalide delle transazioni della rete di una criptovaluta è il “Mining” (traduzione: estrazione dei minerali) ed è in operatività su computer di signori chiamati Miners (minatori). I Miners svolgono un lavoro di creazione e di ricerca dei “Nodi” della Blockchain. [&#8230;]</p>
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<p><strong>Valeria Restante</strong> • </p>



<p class="has-drop-cap">Uno degli strumenti di utilizzo per la creazione delle blockchain e delle convalide delle transazioni della rete di una criptovaluta è il “Mining” (traduzione: estrazione dei minerali) ed è in operatività su computer di signori chiamati Miners (minatori). I Miners svolgono un lavoro di creazione e di ricerca dei “Nodi” della Blockchain. È importante sapere che, se un Miner crea un Bitcoin o aggancia un Token (cioè, una criptovaluta costruita su una blockchain esistente) ne resta proprietario in parte, prendendone delle ampie ricompense (che ogni 4 anni vengono dimezzate) tramite un sistema chiamato proof-of-work (a prova di lavoro). </p>



<p>Quindi lasciate i vostri impieghi per poter fare i minatori! Ma la realtà è tutt’altra. Gli algoritmi di elaborazione sono difficilissimi, i Miners si sono dovuti consorziare per arrivare al traguardo. I loro processori certo non sono i nostri portatili ed hanno bisogno di potenti cervelloni che utilizzano immense quantità di energia, molto spesso utilizzando quella riveniente da combustioni fossili (carbone). Inizialmente gli elaboratori sono stati installati in Paesi a basso costo di personale e di materie prime, ovviamente nel sud del mondo, che è anche caldo, come l’Iran. </p>



<p>Il surriscaldamento dei calcolatori era talmente alto che ne richiedeva lo spegnimento al fine del raffreddamento, provocando dei preziosi rallentamenti ai fantastici profitti, costringendo così i proprietari a spostare gli impianti in paesi freddi come il Kazakistan, la Siberia o il Canada.</p>



<p>Gli americani sono più fortunati, hanno deviato tutto in Texas, grazie ai prezzi energetici tra i più bassi del mondo, possibili con l’utilizzo dell’eolico e la forte deregolamentazione sul tema dell’elettricità, in ragione della quale i clienti possono scegliere i loro fornitori di elettricità, e soprattutto l’atteggiamento molto tollerante che i leader texani hanno nei confronti delle criptovalute. Si stima che l’intera rete Bitcoin consumi in un anno più energia di quanto ne consumi un paese come l’Argentina o il Pakistan.</p>



<p>Energia non rinnovabile. Energia non riciclabile. Energia non pulita.</p>



<p>Tutto ciò in funzione delle entusiasmanti e facili ricchezze derivanti dagli scambi delle criptovalute.</p>



<p>La notizia recentissima è che anche BlackRock sta sdoganando la valuta virtuale, inserendone una piccolissima parte nei portafogli a uso scommessa. O come veleno somministrato a piccole dosi al fine dello sviluppo di antidoto?</p>



<p>Ci costano le criptovalute. Costano a tutti noi anche se nemmeno le sfioriamo. Ci costano in termini di inquinamento planetario e di perdita di intenzione rispetto a quelli che sono gli investimenti sul futuro. Pertanto, essendo nessuno escluso da questo sistema virtuale, va da sé che non è più possibile ignorarle.</p>



<p>Le Criptovalute non si fondano su economie reali. Spostano immensi patrimoni sull’intangibile privo di consistenza che spesso, come è già successo, si perdono in modo irrecuperabile. Generando false illusioni su facili guadagni, impegnano risorse che potrebbero essere utilizzate per lasciti preziosi alle future generazioni, sia in termini di qualità di vita, sia in termini di consapevolezza di cosa sia veramente il lavoro reale e quanto sia nobile in tutte le sue faticose pratiche e sfaccettature. Si spera, come dovere informativo del sindacato, di aver dato un minimo di coscienza ai colleghi, con poche righe e molte difficoltà descrittive soprattutto su aspetti tecnici sicuramente parziali, non esaustivi e imprecisi, che si muovono in un quadro mondiale virtuale molto complesso che opera in un periodo complicato, in un contesto caratterizzato da equilibri delicatissimi che potrebbero avere risvolti o percorsi impossibili da prevedere. </p>



<p>Ma soprattutto, si spera di aver dato contezza di quanto possa essere dannoso e non distante dal nostro uso comune quotidiano un sistema vacuo che arricchisce pochi e danneggia molti, di cui non si quantificano ancora gli effetti e soprattutto di chi e per quanto tempo ne pagherà le conseguenze. Pronostico difficile da dare su un fenomeno molto più globalizzato ma su una storia già rivista: “La grande corsa all’oro”.</p>
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		<title>La grande corsa all’oro. Ognuno con i suoi soldi fa quello che vuole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Restante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 07:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Valeria Restante • Per i dipendenti bancari, secondo la Policy aziendale, è assolutamente vietato trattare Criptovalute. Pertanto, niente grande illusione. Pena: il licenziamento! I bancari non sono illusi ma al contrario si trovano a dover disilludere i clienti cercando di frenarli nell’eseguire operazioni imprudenti, scoraggiandoli ad effettuare bonifici verso Paesi a rischio riciclaggio o [&#8230;]</p>
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<p>di Valeria Restante • </p>



<p class="has-drop-cap">Per i dipendenti bancari, secondo la Policy aziendale, è assolutamente vietato trattare Criptovalute. Pertanto, niente grande illusione. Pena: il licenziamento! I bancari non sono illusi ma al contrario si trovano a dover disilludere i clienti cercando di frenarli nell’eseguire operazioni imprudenti, scoraggiandoli ad effettuare bonifici verso Paesi a rischio riciclaggio o verso strane carte prepagate con IBAN, per esempio, lituani o bulgari. Lo Schema Ponzi è sempre in agguato, accessibile soprattutto per chi ha poca disponibilità e che cerca guadagni facili. Sentirsi dire che ci sono degli amici che hanno accrediti di interessi ricorrenti sulle carte prepagate non è inusuale. Convincerli che è pericoloso, e spesso falso, è difficile.<br>Gli aspetti tecnici di come funzionano le criptovalute sono ostici anche per la popolazione bancaria. Ci vuole una buona capacità di astrazione e un parlato semplice che sembra lontano dall’operativo quotidiano ma non lo è. I bancari a volte pensano di non avere conoscenze in tema di gestione dei dati, in realtà basta focalizzare le diverse procedure che vengono utilizzate quotidianamente per diventare consapevoli di cosa si stia parlando.</p>



<p>Normalmente le piattaforme utilizzano dati memorizzati su data base a chiavi. Tutti sanno che per cercare una persona la chiave per eccellenza è il codice fiscale (chiave univoca) ma, spesso, non avendolo a disposizione, si scrive per esteso un nominativo (ricerca a stringa) oppure un indirizzo o un comune, ecc. La ricerca utilizza i data base relazionali: si inserisce una chiave che mette in relazione i vari serbatoi che, chiamati all’appello, espongono i loro contenuti.</p>



<p>Esistono poi i data base gerarchici. Alcune procedure utilizzano chiavi di accesso che hanno come sottostanti una piramide di ulteriori archivi, tutti dipendenti dalla chiave iniziale. Oppure ci sono ancora pochi e obsoleti file sequenziali, per intenderci quelli che vengono elaborati a chiusura delle procedure e che per gli aggiornamenti hanno bisogno della notte. I dati possono essere inseriti, variati, visualizzati e cancellati. Vulnerabili dal punto di vista della sicurezza, si trovano su procedure che girano su vecchie piattaforme che hanno la caratteristica di essere stabili perché difficilmente il sistema “cade”, a differenza degli applicativi web che sono graficamente accattivanti, intuitivi ma spesso “instabili”.</p>



<p>Nate nel 2008 ad opera di uno pseudonimo Satoshi Nakamoto, le Criptovalute, invece, non rientrano in queste gestioni dati ormai dell’altro secolo (e millennio). I dati delle Criptovalute sono gestiti con un sistema di catena di blocchi ovvero a tecnologia blockchain. Spiegare come funziona non è il nostro obiettivo né nelle nostre competenze ma un’idea minima (e approssimativa) è funzionale alla focalizzazione sul grande tema delle Criptovalute.</p>



<p>Immaginiamo un libro mastro digitale, simile a un registro contabile condiviso tra moltissimi computer indipendenti nel mondo. Ogni volta che avviene una transazione 03in criptovalute viene registrata una pagina (blocco) e collegata alla pagina precedente. Questa catena di blocchi è crittografata crea una sequenza immutabile. Quindi, il dato è al sicuro e le informazioni intermedie della catena non possono essere eliminate. È cedibile, verificabile e non ci sono amministratori. La blockchain è gestita dalla comunità. Pochissimi i punti deboli se non imputabili ad attacchi sulle reti più piccole. Uno dei pericoli è semplicemente che, se il proprietario smarrisce l’userid o la password la catena di proprietà si perde e nessuno può recuperarla, bloccando per sempre i fondi nell’oblio del web o, peggio ancora, nel Darkweb. Ci perdoneranno gli informatici per le semplicistiche spiegazioni. La tecnologia blockchain non è da demonizzare, tutt’altro, si ritiene che in futuro troverà grandi spazi di utilizzo, la WEB3, ovvero la terza generazione del web di nostra conoscenza, che però deve essere ancora normata.</p>



<p>Le criptovalute sono create digitalmente e, in termini reali come li intendiamo noi, non esiste un sottostante. In un simile quadro è possibile che i patrimoni che vi confluiscono possano rivenire da illeciti relativi all’antiriciclaggio. Inoltre, la sequestrabilità è attiva ma in fase di approfondimento e regolamentazione a livello nazionale e internazionale. Per esempio, a giugno del 2024, a Firenze, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro di criptovalute che, a gennaio del 2025, è stato annullato da una sentenza della Corte di Cassazione partendo dal principio che le criptovalute non hanno un corso legale.<br>Non si possono ignorare i milioni di persone al mondo che si stanno rivolgendo alle criptovalute. Uno degli aspetti da non sottovalutare, che fa indirizzare molte persone alle criptovalute è che, il loro mercato, essendo indipendente dal sistema bancario tradizionale, permette l’inclusione finanziaria per chi non è bancarizzato, sfugge alle grandi manovre degli istituti di credito (come blocchi massivi dei conti per impedire l’utilizzo dei fondi verso cause politiche o umanitarie) e consente un’economia non sottostante all’ingessato universo bancario.</p>



<p>Non da meno, un bel seguito, è dato dai “drogati” della “Scommessa” monetaria ossia il gioco d’azzardo. Questa dipendenza è ben conosciuta dai bancari e non è una sorpresa in quanto sanno quant’è rilevante il numero dei clienti giocatori e di quanto dilapidino nel gioco d’azzardo, anche legalizzato.</p>



<p>Le informazioni sulle criptovalute reperibili sul web danno perfettamente l’idea di quanto complicata e difficoltosa sia la comprensione della gestione di questo nuovo mondo che viaggia parallelo ai mercati finanziari che, al contrario, sono ormai testati su storiche normative, ben digerite e gestite dai vari livelli di investitori. E, per quanto ovvio, nella confusione la scaltrezza la fa da padrona.</p>



<p>Del resto, con i propri soldi ognuno fa quello che vuole. Ma l’aspetto tecnico va’ però messo bene in luce perché non è una libera scelta di tutti. C’è un altro aspetto importante: chi gestisce tutto questo? Ossia: le persone che hanno progettato e portano avanti questo sistema, i fautori e i proprietari chi sono?</p>
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		<title>La grande corsa all’oro. Il riscatto e la scommessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Restante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 15:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Valeria Restante ∙ Immagina che con poco potrai diventare ricco, anzi, ricchissimo. Immagina che non dovrai più entrare in Banca o alla Posta o vedere un consulente. Non dovrai più pagare commissioni, imposte, sopportare inutile e fastidiose proposte commerciali di prodotti che nascondono costi che assottigliano i tuoi risparmi. Immagina che non dovrai più [&#8230;]</p>
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<p>di Valeria Restante ∙ </p>



<p class="has-drop-cap">Immagina che con poco potrai diventare ricco, anzi, ricchissimo. Immagina che non dovrai più entrare in Banca o alla Posta o vedere un consulente. Non dovrai più pagare commissioni, imposte, sopportare inutile e fastidiose proposte commerciali di prodotti che nascondono costi che assottigliano i tuoi risparmi. Immagina che non dovrai più andare a fare inutili discussioni con impreparati gestori bancari per capire cosa sono quei movimenti che si identificano come costi su costi e che giustificano l’esistenza di filiali fisiche fatiscenti e che contengono altrettanti obsoleti lavoratori.</p>



<p>Mai più spese inutili a tuo carico! Invece, le Criptovalute sono valute che non sono emesse da una Banca Centrale e non hanno un corso legale (a parte El Salvador) e per acquistarle bisogna possedere solo un portafoglio (wallet digitale) o un conto virtuale. Ti basterà un userid e una password per accedere al tuo account e verificare quanto sei ricco. Certo, qualche commissione iniziale dovrai lasciarla (di attivazione e/o sulle transazioni), non tantissime rispetto ai possibili esorbitanti guadagni. Certo, se il portale fosse truffaldino, un po’ di rischio sul furto dell’identità e dei tuoi preziosi soldini potresti averlo.</p>



<p>Certo con pochi soldi non acquisterai un Bitcoin ma dei Token (gettoni). Sai cosa sono? Hai presente quelle feste o quelle sagre dove paghi l’ingresso per entrare negli spazi allestiti e poi all’interno ci sono le casse dove puoi cambiare i tuoi euro in gettoni per l’acquisto di panini, gelati, birra o fare i giochi negli stand? Ecco quelli sono i Token, che potrai possedere spendendo poco e goderti la grande festa! Certo, potrebbe succedere che è tutto falso. ma in percentuale bassa. Se vai su un portale vigorosamente certificato, ti iscrivi, mandi i tuoi soldi con un bonifico, ti tolgono le commissioni (costi di accesso, di acquisto, di vendita e altre percentuali che variano a secondo della piattaforma utilizzata) e poi potrai acquistare la tua parte di moneta virtuale entrando così nel fantastico mondo delle “Criptovalute!!!”.</p>



<p>Certo, non è detto che il prezzo di acquisto dall’invio del bonifico sia lo stesso in cui tu diventerai proprietario delle criptovalute, possono passare dei giorni in cui potrebbe succedere qualsiasi cosa che svaluterebbe tantissimo le quotazioni e con il tuo bonifico di acquisto potresti diventare proprietario di un decimo di quello promesso, ma potrebbero anche raddoppiarsi. Certo, quando la tua auto è da cambiare e avrai bisogno dei tuoi risparmi potresti trovare ben poco rispetto all’investimento iniziale. Come dire: nessuno garantisce il capitale! Ma vuoi mettere, molto meglio che pagare tutte le (prossimamente) inutili strutture come le varie banche centrali nazionali, quella europea e le Filiali dei vari Istituti Bancari. Quello che investirai sarà tutto tuo guadagno!</p>



<p>Certo, in caso di fallimenti e crac niente Fondi a copertura. Ma non succede così spesso. Sì, va bene dai Mt. Gox nel 2014, QuadrigaCX nel 2019, Celsius e FTX nel 2022, qualcosina è successo, ma se poi non succede ne varrà sicuramente la pena. Inoltre, le criptovalute garantiscono fortemente la privacy perché non sono tracciabili e, utilizzando pseudonimi, assicurano l’anonimato. Come ti metti col Fisco? Che vuoi, sai com’è, in Italia non se lo sono fatto sfuggire, la regolamentazione fiscale è iniziata nel 2023 e nel 2025 hanno stabilito l’aliquota sulle plusvalenze al 26%, ma nel 2026 faranno di meglio, arriverà al 33%. Gli altri Stati ci stanno pensando, quindi ancora qualcuno ha spazio nel Far West delle Crypto. Mercato volatile dici? Ma no! Negli ultimi mesi le performance dei Bitcoin sono inarrestabili! Sì, certo nel 2021 il governo cinese dichiarò che non sarebbe mai entrato nel mercato delle cripto valute perché destabilizzanti rispetto alla solidità del potere, le ha rese illegali e nel giro di un giorno ci fu una repentina e cospicua perdita (tra l’altro causando un bel danno a qualche produttore di automobili elettriche che aveva appena dichiarato che avrebbe venduto i suoi gioielli innovativi usando solo criptovalute). </p>



<p>Sì, certo, ultimamente le Criptomeme emesse da capi di Stato di nuovo insediamento (e famiglia) dal valore di acquisto di apertura, per uno dei 5.971.750 Token acquistabili, che era di soli 18 centesimi è rapidamente salito a 75 dollari. I primi trader che hanno acquistato le monete in pochi minuti hanno guadagnato, secondo un’analisi del New York Times, decine di milioni di dollari (uno di loro ha realizzato un profitto di 109 milioni in due giorni). Ma da allora il prezzo è crollato a circa 17 dollari, costando a un gruppo molto più ampio di investitori perdite cumulative per 2 miliardi (di dollari) e quindi più di 810.000 fedeli investitori hanno perso denaro (dati forniti da un’analisi che la società di criptovaluta forense Chainalysis ha eseguito per il New York Times). Ma le perdite totali per il quotidiano sono quasi certamente molto più grandi: i dati non includono infatti le transazioni avvenute su una serie di popolari mercati di criptovalute che hanno iniziato a offrire la moneta solo dopo che il suo prezzo era già aumentato. Ma questo non succede spesso. Forse le Criptomeme lanciate dalla moglie (con accattivante immagine del memedonna bionda liscia con cappello di Zorro) faranno molto meglio. Forse.</p>



<p>Insomma, sì, dai, le criptovalute sono un po’ volatili perché forse modaiole, umorali, oscillano a secondo di chi posta sui social (chiacchiera), ma resta il fatto che comunque, con poco sforzo, potrai finalmente far rendere bene, anzi, benissimo i tuoi soldi, o no?</p>



<p>Solo per stomaci forti.</p>
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