Nino Lentini •
Indubbiamente il mondo cambia, come è giusto che sia, anche se in questi ultimi decenni il cambiamento è avvenuto in modo frenetico e repentino, anziché graduale come in passato. Con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale – intesa nel senso più ampio come la capacità (o il tentativo) di un sistema artificiale, tipicamente informatico, di simulare una forma generica di intelligenza – le cose mutano alla velocità della luce. Certamente, il cambiamento, inteso come progresso, è sempre accolto favorevolmente, poiché ogni innovazione è percepita come un miglioramento della vita, sia sul piano professionale che su quello lavorativo. Se pensiamo a come si lavorava cinquant’anni fa nei campi, per esempio, chi mieteva il grano con la mietitrice doveva, dopo aver raccolto il prodotto, separare e ammassare i residui di erbe da un lato e il grano dall’altro, per poi sistemare tutto il materiale prima della vendita. Un lavoro immenso. Lo stesso discorso vale per la raccolta delle olive: prima di essere portate al frantoio per la trasformazione in olio, dovevano essere raccolte, e i campi brulicavano di decine e decine di persone impiegate in questa attività. Oggi tutto ciò non avviene più: le macchine sostituiscono in modo straordinario il lavoro duro e faticoso svolto dagli esseri umani.
La trasformazione si è già verificata e continua a verificarsi anche nel mondo del lavoro, sia per i colletti bianchi che per quelli blu. L’automazione industriale ha permesso di accelerare e aumentare la produzione. Le industrie automobilistiche, ad esempio, con l’avvento della robotica, hanno potuto non solo incrementare la produzione, ma anche migliorarne l’affidabilità. Periodicamente – dapprima ogni quattro anni e successivamente ogni tre, in occasione dei rinnovi contrattuali – le banche e le organizzazioni sindacali hanno tenuto conto delle innovazioni, riconoscendo la necessità che gli istituti di credito si facessero carico, nei limiti del possibile e del ragionevole, di accogliere le proposte avanzate dalle OO.SS. Queste ultime avevano il compito di tutelare i lavoratori, coloro che con il proprio impegno avevano contribuito alla crescita dell’azienda e che continuavano a sentire la responsabilità di dare sempre il massimo.
Il teorema era semplice: se il lavoratore sta bene e riesce a dare il massimo anche l’azienda sta bene e diventa sempre più forte e florida. Naturalmente, tutto ciò poteva avvenire solo se le nuove regole, inserite nei regolamenti e nei contratti, tenevano nella giusta considerazione chi aveva il merito di tutto questo: il lavoratore. Oggi più che mai, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, ci troviamo di fronte a una trasformazione senza precedenti, che sarà certamente molto invasiva. È fondamentale, quindi, che entrambe le parti – aziende e sindacati – agiscano con responsabilità e attenzione.
Le organizzazioni sindacali, in particolare, devono farsi carico in modo unitario e responsabile di uno studio serio e approfondito, affinché sia il lavoratore che l’occupazione, ricordiamo che quest’ultima, è sempre la prima a essere messa a rischio, siano adeguatamente tutelati. Ricordate il periodo della pandemia? Con l’introduzione dello smart working, le aziende si sono subito lanciate su questo nuovo modello, intravedendo un’opportunità per risparmiare sulle spalle dei lavoratori. Ci è voluta tutta la determinazione del sindacato per far ragionare le aziende e ottenere regole scritte a tutela di chi lavorava da casa, garantendo il riconoscimento dei suoi diritti e delle risorse messe a disposizione.
Con l’intelligenza artificiale, a mio avviso, il problema si moltiplicherà all’ennesima potenza, con rischi ancora più elevati. La riduzione dei posti di lavoro, che già da anni avviene in modo sistematico e continuo, sarà con l’intelligenza artificiale un problema ancora più pressante, che non lascerà spazio a distrazioni. È necessario essere vigili e attenti, studiare il fenomeno in modo serio e approfondito per affrontarlo nei luoghi deputati alla discussione di questi temi. Bisogna essere pronti a rispondere alle proposte aziendali con controproposte determinate, capaci di controbilanciare e contrastare eventuali misure che potrebbero penalizzare i lavoratori. Le aziende, infatti, tenderanno a perseguire esclusivamente i propri interessi, senza tenere nella giusta considerazione ciò che serve ai lavoratori per continuare a essere il vero motore del sistema produttivo. Per questo, è essenziale difendere e tutelare il lavoratore con regole scritte e inequivocabili, che garantiscano certezze per il presente e per il futuro, anche per le nuove generazioni.
L’intelligenza artificiale farà parte del nostro tempo e avrà un ruolo sempre più rilevante, ma una cosa è certa: nessuno potrà mai sostituire integralmente l’intelligenza umana. L’uomo, con la sua vera intelligenza, rimarrà sempre al vertice di qualsiasi scala di valori.










