di Enzo Parentela •
Il 12 e 13 maggio 2026, presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, si è svolto il VII Congresso nazionale di Unisin/Confsal, appuntamento che ha segnato la conclusione di una lunga fase della storia del sindacato autonomo dei bancari. Dopo circa tredici anni consecutivi alla guida dell’organizzazione, Emilio Contrasto ha deciso di non ricandidarsi nel ruolo di Segretario Generale. L’esperienza di Emilio Contrasto alla guida di Unisin era iniziata nel novembre 2013, in uno dei momenti più difficili per il sindacalismo bancario e per lo stesso comparto del credito. Gli anni successivi alla crisi finanziaria internazionale erano, infatti, caratterizzati da fusioni, ristrutturazioni, piani industriali con migliaia di esuberi, chiusure di filiali e forti tensioni sul rinnovo del contratto nazionale dei bancari.
A ciò si aggiungeva una situazione delicata nelle relazioni sindacali: Unisin era stata esclusa dai tavoli unitari a causa di divergenze maturate con le altre organizzazioni del settore. Sin dall’inizio del suo mandato, Contrasto ha posto al centro della propria azione il ripristino dell’unità sindacale, convinto che soltanto attraverso un confronto condiviso fosse possibile difendere efficacemente le lavoratrici e i lavoratori del credito. Grazie ad un paziente lavoro di relazioni e mediazione politica e sindacale, in breve tempo, Contrasto ha riaperto il dialogo con le altre sigle confederali e autonome, riportando così Unisin ai tavoli unitari dopo circa sei anni di isolamento.
Nello stesso tempo Emilio Contrasto ha lavorato per consolidare il progetto di aggregazione tra le storiche sigle autonome del settore bancario Falcri, Silcea e successivamente Sinfub, rafforzando così l’identità e il peso di Unisin all’interno dei principali gruppi bancari italiani. In questo modo Unisin ha rafforzato la propria presenza nelle aziende del credito, mantenendo una linea autonoma ma sempre orientata al confronto e alla partecipazione negoziale.
Nel corso dei suoi tredici anni alla segreteria generale, Contrasto si è pure distinto, oltre che per l’impegno quotidiano nella gestione organizzativa e relazionale del sindacato, anche per la costante presenza ai tavoli di trattativa nazionali e aziendali. Ha seguito in prima persona i rinnovi del Contratto collettivo nazionale del credito, ponendo attenzione non solo agli aspetti economici ma anche alla tutela professionale, alla dignità del lavoro bancario e alla salvaguardia occupazionale in una fase segnata dalla profonda trasformazione digitale del settore.
Particolarmente significativo è stato il contributo dato al rinnovo dell’ultimo contratto collettivo nazionale del Settore Credito che ha visto la categoria dei bancari ottenere quello che si può sicuramente definire come l’accordo più importante degli ultimi vent’anni grazie al quale le lavoratrici e i lavoratori del credito hanno ottenuto – fra le altre cose – importanti incrementi salariali, il rafforzamento delle tutele contro le pressioni commerciali indebite, maggiori garanzie sulla responsabilità professionale, importanti miglioramenti delle previsioni in materia di welfare, una riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione. Un accordo che è stato oggetto di attenzione e di esame anche da parte di altri Settori lavorativi nel nostro Paese.
L’attività sindacale di Unisin, sotto la guida di Emilio Contrasto, si è progressivamente estesa anche a temi sociali più ampi: inclusione, disabilità, sicurezza sul lavoro, pari opportunità, contrasto alla violenza di genere, tutela delle persone fragili. In questo modo Contrasto ha dato l’esempio di come un sindacato moderno deve essere capace di affrontare non solo le vertenze contrattuali ma anche le trasformazioni sociali che comunque incidono sulla qualità della vita e del lavoro. Un altro tema al quale Contrasto si è dimostrato particolarmente sensibile è stato quello della cosiddetta “Desertificazione bancaria”. Infatti, in più occasioni, è intervenuto denunciando, anche attraverso interventi pubblici, prese di posizione sui media e audizioni parlamentari, gli effetti della progressiva chiusura degli sportelli bancari nei piccoli centri e nelle aree periferiche del Paese. Un fenomeno, secondo Contrasto, che non produce soltanto ricadute occupazionali ma determina anche gravi conseguenze sociali e demografiche, privando intere comunità di servizi essenziali e aumentando le disuguaglianze territoriali.
Con la conclusione del Congresso di Riccione si chiude, dunque, una lunga stagione sindacale che ha visto Emilio Contrasto protagonista di una fase complessa e decisiva per il mondo bancario italiano. A raccoglierne l’eredità è stato chiamato Luca Pinton che guiderà il sindacato nel nuovo contesto.










