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	<title>Emilio Contrasto, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
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	<description>Periodico Mensile Al Plurale &#124; UNISIN</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Feb 2026 10:52:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Emilio Contrasto, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
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		<title>“I traguardi del piano sono merito di colleghe e colleghi. Il dialogo sindacale è pilastro della transizione digitale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intesa Sanpaolo, Emilio Contrasto: «Il nuovo Piano industriale di Intesa Sanpaolo, relativo al quadriennio 2026-2029, si configura come un progetto di ampio respiro, volto a guidare con pragmatismo l’evoluzione strutturale e tecnologica del Gruppo. Gli importanti traguardi raggiunti confermano la stabilità della Banca e sono il risultato tangibile dell’impegno collettivo del Personale, la cui professionalità [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Intesa Sanpaolo, Emilio Contrasto:</h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">«Il nuovo Piano industriale di Intesa Sanpaolo, relativo al quadriennio 2026-2029, si configura come un progetto di ampio respiro, volto a guidare con pragmatismo l’evoluzione strutturale e tecnologica del Gruppo. Gli importanti traguardi raggiunti confermano la stabilità della Banca e sono il risultato tangibile dell’impegno collettivo del Personale, la cui professionalità resta il motore indispensabile per concretizzare le ambizioni del nuovo Piano».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto, commenta la strategia industriale presentata da Intesa Sanpaolo per il prossimo quadriennio. «Data la sua posizione di principale realtà occupazionale privata in Italia, il Gruppo è chiamato a esercitare un’etica sociale esemplare, assicurando che il processo di digitalizzazione in corso potenzi l’apporto umano delle Lavoratrici e dei Lavoratori anziché marginalizzarlo, favorendo il reintegro interno delle attività ed evitando ulteriori frammentazioni societarie».<br>Nell’attuale situazione, aggiunge Contrasto, «il dialogo con le Rappresentanze dei lavoratori diventa un pilastro imprescindibile per gestire la transizione»: «È essenziale che ogni risoluzione del rapporto lavorativo resti legata alla libera scelta individuale, attraverso scivoli pensionistici concordati, e che parallelamente si prosegua con un piano di inserimenti stabili che garantisca un futuro ai giovani di tutto il Paese e linfa vitale all’azienda».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conclude il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: «Investire sulla crescita economica e professionale dei dipendenti significa riaffermare un principio di equità tra profitti e tutele, consolidando il ruolo della banca quale modello di riferimento e anche di avanguardia per l’intero sistema economico e finanziario nazionale».</p>
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		<title>“Bene taglio tassi Bce, ma serve impegno più incisivo e strutturale perché la riduzione porti effettivi vantaggi a territori, imprese e famiglie”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/02/11/bene-taglio-tassi-bce-ma-serve-impegno-piu-incisivo-e-strutturale-perche-la-riduzione-porti-effettivi-vantaggi-a-territori-imprese-e-famiglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 14:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Emilio Contrasto ∙ “La prima riunione del 2025 del board della BCE con il nuovo taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi è un segnale importante, pur se la Banca centrale continua a sostenere di voler restare sempre molto prudente e osservare con attenzione la situazione economica e politica internazionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Emilio Contrasto ∙ </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“La prima riunione del 2025 del board della BCE con il nuovo taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi è un segnale importante, pur se la Banca centrale continua a sostenere di voler restare sempre molto prudente e osservare con attenzione la situazione economica e politica internazionale che non manca di avere ripercussioni di non poco rilievo sulle economie non solo dei Paesi dell’Unione Europea ma a livello globale”, dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto dichiarato dalla Banca Centrale Europea, infatti, il Consiglio direttivo “ha deciso oggi di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 2,75%, al 2,90% e al 3,15%, con effetto dal 5 febbraio 2025”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il cammino intrapreso dalla BCE di graduale riduzione dei tassi è senza dubbio importante per famiglie e imprese che hanno sofferto e soffrono ancora oggi la lunga scia di rialzi che hanno portato nel recente passato il costo del denaro per i prestiti e mutui a livelli insostenibili riducendo sensibilmente le possibilità di accesso al credito e di realizzare nuovi investimenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane necessario, e lo abbiamo detto anche in occasione dei precedenti tagli, un maggiore sforzo – sottolinea Emilio Contrasto – per rilanciare l’economia e l’accesso ad un credito sostenibile soprattutto per le piccole e medie imprese e per le famiglie con redditi medio-bassi, impossibilitati a sottrarre ulteriori risorse economiche alle loro esigenze primarie per accedere a finanziamenti e mutui che continuano ancora ad essere troppo alti ed onerosi”.</p>
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		<title>Richieste di supporto finanziario da parte degli Italiani</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/01/23/richieste-di-supporto-finanziario-da-parte-degli-italiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contrasto (UNISIN/Confsal): “L’ISTAT fornisce un quadro del fenomeno su cui occorre riflettere” “Recentemente l’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sulle richieste di supporto finanziario da parte degli italiani in età compresa tra i 18 ed i 74 anni e i risultati che vengono evidenziati dovrebbero far riflettere sul fatto che ancora il sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contrasto (UNISIN/Confsal): “L’ISTAT fornisce un quadro del fenomeno su cui occorre riflettere”</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“Recentemente l’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sulle richieste di supporto finanziario da parte degli italiani in età compresa tra i 18 ed i 74 anni e i risultati che vengono evidenziati dovrebbero far riflettere sul fatto che ancora il sistema bancario continua a non essere attore principale e/o di riferimento di tali necessità”, afferma Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/Confsal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dal report odierno – prosegue Contrasto – emerge, infatti, che su una platea di ben 9.761.931 nostri concittadini che si ritrovano, per un motivo o per un altro, in condizioni di richiedere supporto finanziario, solo poco più di 3 milioni hanno trovato risposta o preferito rivolgersi ai canali bancari. Il canale preferito per ottenere un prestito rimane la famiglia con oltre 5 milioni e trecento mila persone e per ragioni anche non solo economiche, atteso che lo studio evidenzia che in questa fascia circa il 7,5% ha comunque dovuto corrispondere un tasso di interesse ai familiari che hanno concesso il finanziamento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue il Segretario Generale di UNISIN/Confsal: “Il report, collegato anche alla riduzione generale del valore e del numero dei finanziamenti concessi dal sistema bancario negli ultimi anni, soprattutto a breve ma anche a medio/lungo termine, deve far riflettere sia sull’ammontare dei tassi richiesti alla clientela, finalmente in calo almeno sui mutui dopo anni di continui rialzi, ma anche sulla necessità di prevedere specifici strumenti in grado di rispondere alle necessità delle fasce più deboli e meno protette come i giovani ed i lavoratori precari”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il ricorso al credito – conclude Contrasto – resta una leva fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico dei territori. È necessario che tutti gli attori istituzionalmente preposti a tale essenziale strumento operino per garantire le migliori soluzioni in grado di supportare, sia in termini di facilità/rapidità di concessione che economici, tutti i richiedenti che non presentino elementi di rischiosità patologici”.</p>
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		<title>Infortuni sul lavoro</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/infortuni-sul-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 10:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Necessario un cambio di rotta nel Paese sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro e sul controllo sulle imprese per ridurre il numero di infortuni e morti sui luoghi di lavoro Emilio Contrasto • “A poche ore dalla 74ma Giornata Nazionale per le Vittime del Lavoro abbiamo dovuto, purtroppo, registrare l’ennesimo grave incidente che ha procurato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Necessario un cambio di rotta nel Paese sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro e sul controllo sulle imprese per ridurre il numero di infortuni e morti sui luoghi di lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Emilio Contrasto • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“A poche ore dalla 74ma Giornata Nazionale per le Vittime del Lavoro abbiamo dovuto, purtroppo, registrare l’ennesimo grave incidente che ha procurato la morte di un lavoratore e il ferimento di altri due. Il tema della sicurezza sul lavoro – evidenzia il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto – è fondamentale per un Paese come l’Italia che si posiziona tra le prime economie europee e mondiali. Fondamentale il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha evidenziato come la sicurezza sul lavoro sia ‘una priorità permanente per la Repubblica. Ogni vita persa, ogni vita compromessa chiama un impegno corale per prevenire ulteriori perdite della salute e della dignità di chi lavora. La sicurezza sul lavoro, oltre che una prescrizione costituzionale, è anzitutto una questione di dignità umana.’</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e la loro sicurezza – evidenzia Emilio Contrasto – rappresentano, per chi come noi è impegnato quotidianamente sul campo, una priorità. Sui luoghi di lavoro e nelle aziende deve esserci un impegno comune tra parte datoriale, lavoratrici e lavoratori e parti sociali perché riescano a coniugarsi positivamente diritti, prevenzione, formazione, controlli e tutele. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha sottolineato la necessità, a nostro avviso non più procrastinabile, di focalizzare l’attenzione di tutte le forze del Paese su una rivisitazione delle norme attualmente esistenti sulla tutela delle vittime del lavoro. E’ necessaria, infatti, una revisione organica complessiva oltre a quella che integra e tiene aggiornata una normativa che ha visto la luce nel lontano 1965, ormai quasi sessanta anni fa, tenendo conto dell’evoluzione dei tempi, dei diritti e delle tecnologie”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“E’ fondamentale quindi – prosegue Contrasto – che la normativa a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro sia opportunamente implementata e sia sempre più stringente e tenga conto del cambiare, quasi quotidiano, del mondo del lavoro e delle modalità di espletamento del lavoro stesso. Occorre, inoltre, che vengano ampliati in maniera massiccia gli strumenti di controllo e il personale addetto agli stessi perché solo così si potrà avere una riduzione dei drammatici numeri di infortuni e morti che ogni anno funestano il nostro Paese. E’ altresì importante che vengano poste in atto tutte le tutele necessarie per le famiglie che a causa degli incidenti sul lavoro devono, purtroppo, affrontare, oltre al dolore per la perdita o per la invalidità causata da un infortunio o una malattia professionale di un proprio caro, anche tante difficoltà quotidiane non ultime quelle economiche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nel settore bancario – conclude il Segretario Generale Contrasto – la normativa per la tutela sugli infortuni sul lavoro, grazie alla contrattazione collettiva di primo e secondo livello, è sufficientemente avanzata. Occorre però continuare a tenere alta l’attenzione perché quello che viene comunemente definito “clima aziendale” non produca effetti negativi sulla salute e sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori”.</p>
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		<title>“Sindacato e società civile rafforzino la loro azione contro la precarietà e per la sicurezza sul lavoro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: “Auspicabile che si esportino anche in altri settori lebattaglie condotte con successo all’interno del credito” “Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, è indispensabile proseguire e rafforzare l’azione di contrasto, da parte della Società civile e del Sindacato, verso quel modo di lavorare fatto di precarietà e di sempre più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: “Auspicabile che si esportino anche in altri settori le<br>battaglie condotte con successo all’interno del credito”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, è indispensabile proseguire e rafforzare l’azione di contrasto, da parte della Società civile e del Sindacato, verso quel modo di lavorare fatto di precarietà e di sempre più marcata erosione dei diritti di chi lavora, sostenendo i giovani e le fasce di lavoratori più deboli ed eliminando tutte quelle norme che rendono più semplice il licenziamento, anche nei confronti di chi sceglie, nelle singole aziende, di svolgere attività sindacale a tutela dei propri colleghi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso, UNISIN/CONFSAL da sempre è schierata dalla parte delle Lavoratrici, dei Lavoratori e della Costituzione che ricordiamo richiama con forza e senza tentennamenti un lavoro dignitoso”. È quanto dichiara il Segretario Generale Emilio Contrasto, che prosegue ricordando “le numerose battaglie condotte con successo dal Sindacato unitariamente anche all’interno del Settore del Credito e della Riscossione dove, nel corso del tempo, sono stati sottoscritti accordi nazionali e aziendali che rappresentano dei veri benchmark e introducono delle best practice che sarebbe auspicabile esportare anche in altri Settori”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Anche l’impressionante crescita del numero di Lavoratrici e di Lavoratori morti sul lavoro tristemente registrata nel corso degli ultimi anni – prosegue il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL – è il prodotto di una precarietà che, anche attraverso una deregulation generalizzata ed una minore presenza di controlli, ha portato chi lavora ad una accettazione, spesso inconsapevole, di modalità lavorative non degne di un grande Paese come il nostro e di una Società che vuole dirsi civile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È poi necessario – aggiunge Contrasto – attivare un osservatorio attento e affidabile sui nuovi mestieri e sull’introduzione della cosiddetta Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro per evitare che le nuove tecnologie possano rappresentare un rischio ma, al contrario, possano essere in grado di offrire nuove e importanti opportunità per Aziende e Lavoratori, traghettandoci verso un miglior modo di affrontare e gestire la cultura del Lavoro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emilio Contrasto conclude sottolineando che “UNISIN/CONFSAL sarà sempre al fianco di chi si batte per un sistema di Lavoro che sia in linea con quanto la nostra Costituzione ha già sancito in maniera inequivocabile, pronta a gestire i nuovi processi, i cambiamenti e le opportunità che devono essere portatori di vantaggi per tutti gli stakeholders e in nessun caso determinare precarietà e nuova povertà”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/09/30/sindacato-e-societa-civile-rafforzino-la-loro-azione-contro-la-precarieta-e-per-la-sicurezza-sul-lavoro/">“Sindacato e società civile rafforzino la loro azione contro la precarietà e per la sicurezza sul lavoro”</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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		<title>“Bene il taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi operato dalla BCE. Era necessario e non più rinviabile!”, dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto.</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/09/30/bene-il-taglio-di-25-punti-base-del-tasso-di-interesse-sui-depositi-operato-dalla-bce-era-necessario-e-non-piu-rinviabile-dichiara-il-segretario-generale-di-unisin-confsal-emilio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 08:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Si tratta di un secondo prudente passo dopo mesi di stallo, ma occorre fare di più per favorire imprese e famiglie che devono accedere a finanziamenti e mutui da tempo troppo onerosi e in alcuni casi insostenibili. Si rende sempre più necessario ed urgente – conclude Emilio Contrasto – un atto di coraggio volto ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/09/30/bene-il-taglio-di-25-punti-base-del-tasso-di-interesse-sui-depositi-operato-dalla-bce-era-necessario-e-non-piu-rinviabile-dichiara-il-segretario-generale-di-unisin-confsal-emilio/">“Bene il taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi operato dalla BCE. Era necessario e non più rinviabile!”, dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto.</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">“Si tratta di un secondo prudente passo dopo mesi di stallo, ma occorre fare di più per favorire imprese e famiglie che devono accedere a finanziamenti e mutui da tempo troppo onerosi e in alcuni casi insostenibili. Si rende sempre più necessario ed urgente – conclude Emilio Contrasto – un atto di coraggio volto ad assumere decisioni nella direzione di abbassare in modo organico i tassi di interesse al fine di ridurre il costo del denaro per famiglie ed imprese e favorire il rilancio strutturale dell’economia in tutta l’Eurozona”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/09/30/bene-il-taglio-di-25-punti-base-del-tasso-di-interesse-sui-depositi-operato-dalla-bce-era-necessario-e-non-piu-rinviabile-dichiara-il-segretario-generale-di-unisin-confsal-emilio/">“Bene il taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi operato dalla BCE. Era necessario e non più rinviabile!”, dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto.</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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		<title>Assemblea ABI, Emilio Contrasto: “Lavoro e persone devono essere la priorità nelle scelte politiche ed economiche”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/assemblea-abi-emilio-contrasto-lavoro-e-persone-devono-essere-la-priorita-nelle-scelte-politiche-ed-economiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 13:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi a Roma la tradizionale assemblea annuale dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Gli autorevoli interventi del Presidente di ABI Antonio Patuelli, del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, hanno fornito, come sempre, interessanti spunti di riflessione sulle condizioni socio-economico-finanziarie del nostro Paese e hanno [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Si è svolta oggi a Roma la tradizionale assemblea annuale dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Gli autorevoli interventi del Presidente di ABI Antonio Patuelli, del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, hanno fornito, come sempre, interessanti spunti di riflessione sulle condizioni socio-economico-finanziarie del nostro Paese e hanno evidenziato le principali sfide a cui Banche, Imprese, Amministrazioni, Istituzioni, Territori, Cittadini e Lavoratori sono chiamate quotidianamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, sottolinea “la rilevanza del coinvolgimento continuo e fattivo di tutti gli stakeholder essenziali per la crescita e lo sviluppo dell’Italia che è un Paese complesso e articolato così come il suo territorio e le sue economie. Il nostro è un Paese che marcia a diverse velocità ed è caratterizzato da quel forte divario tra Nord e Centro, Sud e Isole le cui origini sono da ricercarsi nei ben noti storici squilibri economici e sociali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi vanno, purtroppo, sommati quelli che riguardano le infrastrutture fisiche e digitali mai colmati e che rischiano di rendere sempre meno connessi territori e persone. Il divario, già molto avvertito, potrebbe diventare incolmabile con l’autonomia differenziata e con un disomogeneo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, costituendo un vero e proprio problema per Imprese e Persone nei diversi territori della nostra Penisola. A questo scenario si aggiunge un altro fenomeno che sta aggravando giorno per giorno la situazione, quello della desertificazione bancaria che priva di presidi di legalità interi territori, creando non pochi problemi alle Persone e alle Imprese”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le recenti consultazioni europee &#8211; prosegue Contrasto &#8211; sono destinate a influire sulle politiche dell’Unione, che ancora fatica a trovare una sua identità ed un effettivo ruolo economico, politico e sociale tra i Grandi del mondo a causa dei mille veti incrociati che ancora i singoli Stati membri continuano a imporre per salvaguardare interessi territoriali non più difendibili. Ancora, i tassi di inflazione &#8211; seppur in calo &#8211; non vengono ritenuti sufficienti per procedere ad una riduzione strutturale e forte dei tassi d’interesse che costituiscono così un ulteriore problema per le imprese e per le famiglie che vedono sempre più in discussione le loro capacità reddituali, di accesso al credito, di poter essere concorrenziali e, specificatamente per le famiglie, il loro potere di acquisto già duramente colpito dal mancato adeguamento dei salari sostanzialmente fermi, soprattutto in Italia salvo rare eccezioni, da decenni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A novembre l’Unione Bancaria Europea compirà dieci anni, un traguardo di tutto rispetto. Nel frattempo, a giugno sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea le nuove norme, cosiddette di Basilea 3+, relative ai metodi di valutazione dei rischi bancari che prevedono inasprimenti di requisiti patrimoniali per le banche che non vanno sottovalutati. Ancora una volta il sistema bancario italiano dovrà affrontare nuove sfide e nuovi stress test. Il nostro è un sistema che ha già dato prova di essere in grado di resistere alle difficili sfide e crisi di questi anni, reggere, anche meglio di molti competitors europei, il mercato con capacità di innovazione e adeguamento che dovranno essere ulteriormente rafforzate anche nell’ottica dell’inevitabile avvento dell’Intelligenza Artificiale per riuscire a governare anche questo processo e continuare ad assicurare alle Lavoratrici e ai Lavoratori del settore un futuro lavorativo di lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È, quindi, necessario &#8211; prosegue il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL – che si proceda prioritariamente a tutelare occupazione e salari fondamentali per lo sviluppo del Paese, per il mantenimento dei consumi e per la crescita. Non bisogna, altresì, dimenticare di presidiare il Sistema Paese con provvedimenti anch’essi importanti per la crescita quali: strutturale abbassamento del cuneo fiscale; salvaguardia delle imprese anche continuando a contenere i costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime; valorizzazione e sostegno dei territori del Paese con una particolare attenzione al tema della desertificazione bancaria che rappresenta una vera e propria piaga; eliminazione dei gap tra donne e uomini in termini di ruoli e salari; eliminazione delle differenze tra le varie normative degli Stati membri dell’Unione Europea per favorire la reale e corretta competitività”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’intervento del Presidente di ABI, Antonio Patuelli, è stato come sempre lungimirante e di grande respiro e il rinnovo del suo mandato è certamente un grande segnale di stabilità. Importante è anche la recente nomina a Direttore Generale dell’Associazione di Marco Elio Rottigni che darà sicuramente a ABI una dimensione più europea ed internazionale. Patuelli con attenzione ed equilibrio è riuscito a rappresentare il mondo delle Banche. E assolutamente da apprezzare è, tra i tanti passaggi significativi del suo intervento, l’accento posto sulla necessità di garantire la piena tutela della riservatezza di chi lavora nelle banche. Parimenti chiaro e definito l’intervento del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in linea con quanto sinora ha rappresentato nel corso dei suoi interventi e quello del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Come UNISIN/CONFSAL – evidenzia Contrasto – non ci stancheremo mai di ribadire che le Banche devono continuare nella loro opera di sostegno alle famiglie e alle imprese, non dimenticando di destinare il risparmio allo sviluppo economico dei territori in particolare di quelli in difficoltà, questo per garantire un effettivo sviluppo omogeneo del Paese, ancor più oggi che ci accingiamo a nuove sfide tecnologiche e organizzative con l’autonomia differenziata. Il supporto delle Banche a famiglie e imprese è uno dei compiti essenziali del sistema bancario che, nel rispetto dei criteri di valutazione del rischio, non deve mai cadere nel tranello di rinchiudersi in sé stesso per non innescare il devastante fenomeno del credit crunch. È necessario intervenire su tutte quelle politiche commerciali improprie che, nel corso del tempo, hanno creato gravi danni reputazionali alle Banche. È, infine, essenziale, come detto, il presidio dei territori, per ricostruire quel legame ‘antico’ che la banca aveva con la clientela e con il territorio oggi quasi totalmente desertificato non solo al Centro, Sud e Isole ma anche al Nord”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per concludere, un essenziale accenno – conclude Contrasto &#8211; al grande risultato raggiunto lo scorso novembre con il rinnovo del CCNL di Settore: un rinnovo che ha consentito, tra le altre cose, il pieno mantenimento del potere d’acquisto della Categoria e il riconoscimento di una quota di produttività del Settore con un incremento economico di 435 euro mensili a regime per la figura professionale di riferimento, il ripristino dell’intera base di calcolo del Trattamento di Fine Rapporto che precedentemente era limitata alle sole voci retributive base, la riduzione effettiva dell’orario di lavoro settimanale di 30 minuti, l’introduzione di importanti miglioramenti normativi su welfare e politiche commerciali, la previsione della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese”.</p>
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		<title>Calo sportelli bancari in UE, il Segretario Generale UNISIN Contrasto: “Fenomeno grave in Italia, soprattutto al Sud. Se ne occupi la politica”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/06/24/calo-sportelli-bancari-in-ue-il-segretario-generale-unisin-contrasto-fenomeno-grave-in-italia-soprattutto-al-sud-se-ne-occupi-la-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 15:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Si tratta di un fenomeno che noi denunciamo da tempo, che sta diventando sempre più grave in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse”. Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto commenta così i dati aggiornati dalla Bce sul continuo calo degli sportelli bancari nei [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“Si tratta di un fenomeno che noi denunciamo da tempo, che sta diventando sempre più grave in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse”. Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto commenta così i dati aggiornati dalla Bce sul continuo calo degli sportelli bancari nei Paesi dell’Unione europea. La diminuzione del 3,09% comunicata oggi per l’anno 2023 non sorprende Contrasto, che anzi invita a porre maggiore attenzione al dato italiano e, in particolare, alla percentuale di chiusure registrate nelle regioni del Sud. Secondo il Report statistico redatto dalla Banca d’Italia “Banche e istituzioni finanziarie: articolazione territoriale del 29.3.2024”, spiega Contrasto, la contrazione nella presenza degli sportelli nel 2023 è stata ancora del 3,9% (nel 2022 rispetto al 2021 era stata del 2,6%): “Sono oltre 4,4 milioni, con un ulteriore incremento rispetto ad un anno fa, le persone che non hanno accesso ad una filiale nel comune di residenza. E con questo andamento i numeri sono destinati a crescere: circa di 6milioni di italiani, residenti in comuni nei quali è rimasto un solo sportello, rischiano di trovarsi a breve senza alcuna presenza bancaria”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL sottolinea anche che l’articolazione territoriale degli sportelli bancari operativi in Italia alla fine del 2023 mostra una maggiore presenza nelle regioni del Nord, che rappresentano il 57 per cento del totale nazionale (40 per cento in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto). Il numero di sportelli ubicati nelle regioni del Sud e nelle Isole ammonta complessivamente al 22 per cento del totale nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il Sud nel 2012 erano presenti 4.548 sportelli ridottisi nel 2022 a 3.051 (-1.497) per scendere ancora nel 2023 a 2.939 (-1.609) e per quanto concerne il dato occupazionale si è passati dai 36.991 dipendenti del 2012 ai 26.101 del 2022 (-10.890) per scendere ulteriormente poi a 25.374 nel 2023 (-11.617). E particolarmente eclatante è il caso della Calabria: al 31 dicembre 2023, 555mila persone risiedono in comuni desertificati, con un incremento rispetto ai 12 mesi precedenti di 38mila persone, 317mila risiedono in comuni con 1 solo sportello bancario. “Va da sé che l’assenza o la scarsissima presenza su territori di sportelli bancari e la minore attenzione alle esigenze del tessuto sociale, economico e produttivo delle varie realtà del nostro Paese e del Sud in particolare, che sconta un forte gap in tutti i settori, porta inevitabilmente con sé l’aumento di nuove forme di intermediazione non vigilate, perché non sottoposte al controllo della Bce e della Banca d’Italia, e anche un incremento del fenomeno dell’usura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Bankitalia ha lanciato l’allarme parlando del rischio usura per 165 mila imprese del Sud. In assenza di supporto ed assistenza da parte degli intermediari autorizzati, l’alternativa, infatti, spesso diventa quella di ricorrere a mezzi non leciti”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolinea Contrasto che “allora è tempo di intervenire con urgenza per porre un freno a questa escalation”: “Il Mezzogiorno oramai da tempo privo di fatto di centri decisionali facenti capo alle principali Banche italiane, risente come visto dai dati in modo più evidente del processo di desertificazione bancaria, determinando anche conseguenze negative sullo sviluppo di un tessuto imprenditoriale ‘sano’ e quindi, a seguire, sullo sviluppo sociale, culturale e in termini di popolazione dei vari territori. Inoltre, va rimarcata la totale assenza di un’azione concreta e mirata da parte della Politica. Su tale problema, da sempre, registriamo un assordante silenzio sia da parte della politica nazionale che, con rare eccezioni, di quella locale”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Conclude il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: “Le Banche, in moltissime circostanze, svolgono la essenziale funzione di motore di trasmissione su territori, famiglie e soprattutto imprese dei vari strumenti tempo per tempo posti in essere dalle istituzioni locali, nazionali e comunitarie a sostegno di imprese e famiglie. Inoltre, l’Italia è un Paese con la presenza di imprese medie e piccole, a caratterizzazione poco più che familiare. In tali realtà la consulenza finanziaria non può in molti casi essere gestita all’interno delle aziende. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poter, quindi, contare sulla propria banca, fisicamente presente al luogo dove si svolge l’attività di impresa, per la migliore qualificazione e quantificazione delle fonti di investimento diventa strategico. In assenza di imprese e di lavoro, i giovani abbandonano i territori e provano a ‘cercar fortuna’ in aree o Paesi con maggiore densità produttiva. Quindi, alla desertificazione bancaria, semplicemente segue la desertificazione economica che a sua volta determina un calo demografico soprattutto evidente nelle giovani generazioni. I dati ISTAT, soprattutto per Mezzogiorno e Isole maggiori, confermano inesorabilmente tale equazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>E&#8217; necessario tutelare i dipendenti bancari rispetto all’obbligo di riservatezza in caso di segnalazioni sospette</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/05/04/e-necessario-tutelare-i-dipendenti-bancari-rispetto-allobbligo-di-riservatezza-in-caso-di-segnalazioni-sospette/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 09:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’iniziativa decisa, all’unanimità dal Comitato Esecutivo dell’Associazione Bancaria Italiana, nello scorso mese di marzo, è importante ed è totalmente condivisa la preoccupazione che possano derivare pregiudizi concreti a danno dei Dipendenti bancari. E’ assolutamente necessario, infatti, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca relativi a presunti abusi nell’accesso ai dati ed alle informazioni derivanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“L’iniziativa decisa, all’unanimità dal Comitato Esecutivo dell’Associazione Bancaria Italiana, nello scorso mese di marzo, è importante ed è totalmente condivisa la preoccupazione che possano derivare pregiudizi concreti a danno dei Dipendenti bancari. E’ assolutamente necessario, infatti, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca relativi a presunti abusi nell’accesso ai dati ed alle informazioni derivanti da segnalazione di operazioni sospette, tutelare l’anonimato delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Settore che nell’adempimento dell’obbligo di segnalazione di tali operazioni sul territorio italiano non devono essere espositi a rischi di sorta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto</strong> che ricorda che “i dipendenti bancari hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nel contrastare ogni forma di illegalità, osservando con il massimo zelo tutte le prescrizioni tempo per tempo emanate delle competenti Autorità al fine di impedire fenomeni criminosi. La tutela, quindi, della loro riservatezza – per come previsto espressamente peraltro dalla normativa – deve essere una priorità assoluta e le Istituzioni interessate devono porre in essere tutte le azioni necessarie a salvaguardia dell’assoluto anonimato delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti”.</p>
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		<title>Desertificazione bancaria, digitalizzazione e supporto alle famiglie e alle imprese</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2023/11/08/desertificazione-bancaria-digitalizzazione-e-supporto-alle-famiglie-e-alle-imprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Emilio Contrasto ∙ La desertificazione bancaria è, purtroppo, un fenomeno che sta diventando sempre più grave in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno del nostro Paese dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse. In un contesto siffatto, infatti, diventa ancora evidente la difficoltà, per moltissimi cittadini ed imprenditori di ogni dimensione, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2023/11/08/desertificazione-bancaria-digitalizzazione-e-supporto-alle-famiglie-e-alle-imprese/">Desertificazione bancaria, digitalizzazione e supporto alle famiglie e alle imprese</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Emilio Contrasto</strong> ∙ </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">La desertificazione bancaria è, purtroppo, un fenomeno che sta diventando sempre più grave in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno del nostro Paese dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse. In un contesto siffatto, infatti, diventa ancora evidente la difficoltà, per moltissimi cittadini ed imprenditori di ogni dimensione, di accedere &#8211; senza eccessivo dispendio di tempo ed energie e trasferimenti da una parte all’altra del comune dove si vive o si opera &#8211; ad uno sportello bancario per effettuare operazioni o prelevamenti o semplicemente per chiedere una consulenza. Va segnalato che il fenomeno della desertificazione riguarda anche gli sportelli automatici, gli ATM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati, purtroppo, evidenziano in modo chiaro e netto questa desertificazione e a breve passerò a citarne alcuni che esemplificano la situazione sul nostro territorio. Prima, però, una breve premessa di carattere generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La clientela bancaria nel corso degli anni ha mostrato di sapersi adattare ai cambiamenti organizzativi e alle innovazioni che man mano sono state introdotte dal sistema bancario e di apprezzare anche, soprattutto i giovani, l’innovazione tecnologica: il digital banking e la cosiddetta fintech.<br>In tal senso, è sicuramente una nuova opportunità positiva la possibilità di poter operare direttamente dal proprio pc, tablet o smartphone sul proprio conto corrente per eseguire operazioni senza doversi spostare fisicamente. Anche la pandemia da Covid 19 ha favorito questa tendenza che ha visto crescere le transazioni online e di conseguenza l’offerta dei servizi in questa modalità.<br>Alle filiali fisiche sono subentrate massicciamente quelle online o digitali, ma la clientela è rimasta e rimane comunque assolutamente affezionata alla filiale fisica dove può interfacciarsi con il proprio gestore o con altri dipendenti della banca per risolvere problematiche o anche solo per rafforzare il rapporto interpersonale fiduciario che spesso è maggiormente favorito dall’incontro fisico.<br>Altro problema legato a tale fenomeno è rappresentato dal digital divide ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle&nbsp;tecnologie dell’informazione&nbsp;(in particolare&nbsp;personal computer&nbsp;e&nbsp;Internet) e chi ne è&nbsp;escluso, in modo parziale o totale. I motivi di&nbsp;esclusione&nbsp;comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d›istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di&nbsp;sesso, appartenenza a diversi&nbsp;gruppi etnici, provenienza geografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste poi il problema, assolutamente strategico, della consulenza che riguarda sia la clientela privata ma anche e soprattutto le imprese e la necessità per queste ultime di trovare interlocutori in grado di rispondere velocemente ed efficacemente alle loro istanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro aspetto è rappresentato dal fatto che le banche, in moltissime circostanze, svolgono la essenziale funzione di motore di trasmissione su territori, famiglie e soprattutto imprese dei vari strumenti tempo per tempo posti in essere dalle istituzioni locali, nazionali e comunitarie a sostegno di imprese e famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’Italia è un Paese con la presenza di imprese medie e piccole, a caratterizzazione poco più che familiare. In tali realtà la consulenza finanziaria non può certamente essere gestita all’interno delle aziende e poter, quindi, contare sulla propria banca, fisicamente presente al luogo dove si svolge l’attività di impresa, per la migliore qualificazione e quantificazione delle fonti di investimento diventa strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato sull’affezione della clientela alla “fisicità” è emerso con chiarezza dal rapporto “Retail Banking Radar 2022” redatto da Kearney, tra le prime realtà di consulenza strategica, presente in oltre 40 Paesi, ha evidenziato, su un campione di interviste di 7500 clienti delle banche in 13 Paesi europei, che ha evidenziato che in Italia e in Europa “cresce il digitale ma le filiali restano di moda”. In Italia solo il 45% dei cittadini preferisce operare online, ma risulta anche che, complici timori e restrizioni generati dalla pandemia, si è passati dal 49% di clienti retail che si recava allo sportello almeno una volta al mese alla percentuale attuale del 31%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risulta evidente che la digitalizzazione rappresenta un elemento essenziale per il sistema bancario del nostro Paese perché possa essere al passo con quello dei&nbsp;competitor&nbsp;europei ed internazionali. È, però, allo stesso tempo necessaria anche la presenza fisica sui territori in particolare quelli meno sviluppati sia dal punto di vista delle infrastrutture sia di rete che di trasporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dicevamo che nel corso degli ultimi decenni il sistema bancario del nostro Paese ha visto una progressiva desertificazione, termine che da solo richiama alla mente immagini di desolazione e sconforto. La scomparsa di migliaia di sportelli e la consistente riduzione di personale caratterizzano oggi il sistema bancario italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Report statistico redatto dalla Banca d’Italia “Banche e istituzioni finanziarie: articolazione territoriale del 31.3.2023, la contrazione nella presenza degli sportelli nel 2022 rispetto al 2021 è stata del 2,6%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono oltre 4 milioni, quasi 250mila in più di un anno fa, le persone che non hanno accesso ad una filiale nel comune di residenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E con questo andamento i numeri sono destinati a crescere: circa 6 milioni di italiani, residenti in comuni nei quali è rimasto un solo sportello, rischiano di trovarsi a breve senza alcuna presenza bancaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra popolazione e numero di sportelli cala significativamente da 36,5 a 35,5 ogni 100mila abitanti. Dati che devono far riflettere profondamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Numero degli sportelli per gruppo dimensionale di banche</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(dati al 31 dicembre 2022)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le banche italiane e le filiali in Italia di banche estere alla fine del 2022 disponevano di 20.986 sportelli operativi rispetto ai 21.650 del 2021, il 55 per cento dei quali appartenenti ai Gruppi di maggiore dimensione. Nel 2021 ai maggiori Gruppi appartenevano il 49 per cento delle filiali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Numero degli sportelli per gruppo istituzionale di banche</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(dati al 31 dicembre 2022)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati relativi alla classificazione per gruppo istituzionale, al 31 dicembre 2022 le banche S.p.A. possedevano oltre 16.000 sportelli operativi, il 77% per cento del totale nazionale. La quota riconducibile alle banche di credito cooperativo e alle banche popolari era pari, rispettivamente, al 19 e al 3 per cento (5% nel 2021).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Numero degli sportelli bancari per regione </h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(dati al 31 dicembre 2022)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’articolazione territoriale degli sportelli bancari operativi in Italia alla fine del 2022 mostra una maggiore presenza nelle regioni del Nord, che rappresentano il 57 per cento del totale nazionale (40 per cento in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto). Il numero di sportelli ubicati nelle regioni del Sud e nelle Isole ammonta complessivamente al 22 per cento del totale nazionale. Dati invariati rispetto all’anno precedente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Andamento degli sportelli bancari per regione tra il 2021 e il 2022</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(variazioni percentuali; dati al 31 dicembre di ciascun anno)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del 2022 si è registrata una riduzione del numero degli sportelli bancari attivi sul territorio italiano, da 23.480 di fine 2020 a 21.650 di fine 2021 per giungere a 20.986 del 2022 (-664 sportelli; -3,1 per cento).<br>La diminuzione ha riguardato tutte le regioni, esclusione fatta per la Valle d’Aosta, ed è stata percentualmente più accentuata in Molise, nelle Marche e in Sardegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidente i dati rassegnati mostrano un calo delle presenze fisiche degli sportelli e delle banche in generale e a questo corrisponde un calo anche del personale impegnato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo che va dal 31.12.2012 al 31.12.2022 si è passati da 32.881 sportelli del 2012 a 20.986 sportelli del 2022; da 315.238 dipendenti del settore del 2012 a 264.132 del 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il Sud nel 2012 erano presenti 4.548 sportelli ridottisi nel 2021 a 3.132 per scendere ancora nel 2022 a 3.051 e per quanto concerne il dato occupazionale si è passati dai 36.991 dipendenti del 2012 ai 27.458 del 2021 per scendere poi a 26.101 nel 2022.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CALABRIA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 72% dei Comuni calabresi è senza sportelli bancari sul territorio ma la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente arrivando al 90%, ormai quasi il 60% del territorio calabrese è desertificato bancariamente. La popolazione della Calabria che utilizza l’internet banking è pari al 27%, ultima nella classifica preceduta solo dalla Campania, rispetto al dato nazionale del 2021 pari al 45% e il numero di sportelli per ogni 100mila abitanti in Calabria è di 18 mentre in Campania altro fanalino di coda è di 19 rispetto alla media nazionale di 37 del 2021. I dipendenti bancari in Calabria sono pari a 2.622, solo l’1% del totale degli addetti a livello nazionale. Ovviamente, anche tale dato in costante diminuzione (-135 rispetto al 31 dicembre 2021).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va da sé che l’assenza o la scarsissima presenza su territori di sportelli bancari e la minore attenzione alle esigenze del tessuto sociale, economico e produttivo delle varie realtà del nostro Paese e del Sud in particolare, che sconta un forte gap in tutti i settori, porta inevitabilmente con sé un incremento del fenomeno dell’usura. Bankitalia ha lanciato l’allarme parlando del rischio usura per 165 mila imprese del Sud.&nbsp;In assenza di supporto ed assistenza da parte degli intermediari autorizzati, l’alternativa, infatti, spesso diventa quella di ricorrere a mezzi non leciti (usura). Effetti dell’usura: inesorabile strumento per annullare le persone, rendendole di fatto schiave e distruggendone il risparmio e patrimonio: trasferimento dei beni (personali e aziende) ad associazioni mafiose e illegali.<br>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con un suo comunicato del 29.11.2022 sulla prevenzione dell’usura ha evidenziato che dallo stesso MEF sono stati resi disponibili oltre 33 milioni di euro in garanzie statali per rinforzare lo strumento a sostegno di imprenditori e famiglie in difficoltà. “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a disposizione 33,68 milioni di euro da erogare attraverso il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura &#8211; istituito presso il Dipartimento del Tesoro dalla legge 108 del 1996 e operativo dal 1998 &#8211; con cui vengono concesse, attraverso Confidi, Associazioni e Fondazioni, garanzie statali per facilitare l’accesso al credito a imprese e cittadini a rischio usura”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">MA NULLA FUNZIONA IN ASSENZA DI INTERMEDIARI.<br>ANALOGO RAGIONAMENTO VALE PER I FONDI EROGATI DAL PNRR</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ed allora è tempo di intervenire con urgenza per porre un freno a questa escalation. Il Mezzogiorno oramai da tempo privo di fatto di centri decisionali facenti capo alle principali Banche italiane, risente come visto dai dati in modo più evidente del processo di desertificazione bancaria, determinando anche conseguenze negative sullo sviluppo di un tessuto imprenditoriale “sano” e quindi, a seguire, sullo sviluppo sociale, culturale e in termini di popolazione dei vari territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, va rimarcata la totale assenza di un’azione concreta e mirata da parte della Politica. Su tale problema, da sempre, registriamo un assordante silenzio sia da parte della politica nazionale che, con rare eccezioni, di quella locale. La desertificazione bancaria, come detto, determina maggiori complessità e difficoltà per le imprese (sia per quelle già in essere sia per realizzare eventuali nuovi progetti / startup che potrebbero svilupparsi se adeguatamente supportati da un sistema bancario efficiente). In assenza di impese e di lavoro, i giovani abbandonano i territori e provano a “cercar fortuna” in aree o Paesi con maggiore densità produttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, alla desertificazione bancaria, semplicemente segue la desertificazione economica che a sua volta determina un calo demografico soprattutto evidente nelle giovani generazioni che si vedono costrette a cercar fortuna in altre aree o nazioni. I dati ISTAT, soprattutto per Mezzogiorno e Isole maggiori, confermano inesorabilmente tale equazione.</p>
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