<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessio Storace, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
	<atom:link href="https://www.alpluraleonline.it/author/alessio-storace/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.alpluraleonline.it/author/alessio-storace/</link>
	<description>Periodico Mensile Al Plurale &#124; UNISIN</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 Nov 2024 09:56:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.3</generator>

<image>
	<url>https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2021/05/cropped-logo-alplurale-1-32x32.png</url>
	<title>Alessio Storace, Autore presso www.alpluraleonline.it</title>
	<link>https://www.alpluraleonline.it/author/alessio-storace/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Partecipazione: la situazione attuale</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/partecipazione-la-situazione-attuale/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/partecipazione-la-situazione-attuale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Storace]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 09:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=1970</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alessio Storace • Nei precedenti articoli abbiamo affrontato la genesi della Partecipazione, ovvero da dove nasce l’idea, e come si è sviluppata. Abbiamo visto che l’intuizione è venuta ad un pontefice, Papa Leone XIII, che il 15 maggio 1891 consegnò la famosa enciclica “Rerum Novarum”, pietra miliare della pastorale sociale della Chiesa, dove individuò nella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/partecipazione-la-situazione-attuale/">Partecipazione: la situazione attuale</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Alessio Storace • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Nei precedenti articoli abbiamo affrontato la genesi della Partecipazione, ovvero da dove nasce l’idea, e come si è sviluppata. Abbiamo visto che l’intuizione è venuta ad un pontefice, Papa Leone XIII, che il 15 maggio 1891 consegnò la famosa enciclica “Rerum Novarum”, pietra miliare della pastorale sociale della Chiesa, dove individuò nella Partecipazione la terza via alternativa che, nelle sue intenzioni, doveva dirimere il grande conflitto del XX° secolo che lui già intravedeva, ovvero lo scontro tra Capitale e Lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto anche coloro che, con tutta probabilità, ha ispirato Papa Leone XIII grazie alle loro azioni coraggiose, in particolare il vescovo tedesco Von Kettler ed il cardinale inglese Manning, oltre ai movimenti americani che portarono proprio gli Stati Uniti a festeggiare la prima Festa dei Lavoratori il 1° maggio 1890.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto poi come questa tematica è stata ripresa, senza modifiche ma con importanti approfondimenti, da Papa Pio XI, da Giovanni XXIII, da Giovanni Paolo II e, da ultimo, da Benedetto XVI.<br>Ma come tradurre tutto ciò oggi? Alla luce del recente rinnovo del CCNL Abi, che prevede forme di Partecipazione, a quale modello ispirarsi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stato attuale vi sono due modelli di Partecipazione: uno monistico e l’altro dualistico. O meglio, sono modelli di amministrazione delle società per azioni in cui inserire la Partecipazione, ma vediamo come.<br>Il sistema monistico è caratterizzato dalla presenza di un solo organo, il consiglio di amministrazione, che incorpora anche l’organo di controllo, il collegio sindacale. In questo sistema in genere il rappresentante dei lavoratori siede nel consiglio di amministrazione e tecnicamente potrebbe essere una buona idea, ma ha dei limiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è che nelle varie categorie di lavoratori potrebbe non essere semplicissimo trovare persone che possiedono i requisiti per sedere in un cda. Questo potrebbe comportare il ricorso ad un professionista esterno, avvocato o commercialista, che in un secondo momento potrebbe non rispondere più a quei lavoratori che l’hanno voluto e votato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, potrebbero esserci anche delle storture, è il caso di Stellantis dove, da quel che ci risulta, per attuare una sorta di Partecipazione nel cda è stato cooptato l’ex capo del personale di Google come rappresentante dei lavoratori. Se confermato ciò, ci si chiede se un capo del personale può rappresentare i lavoratori e se un consigliere di amministrazione che deve rappresentare i lavoratori deve essere eletto da questi ultimi o essere cooptato dall’azienda stessa. Le risposte effettivamente appaiono banali e scontate. Ma questi sono, dal mio punto di vista, i limiti del sistema monistico.<br>Il sistema dualistico è un modello di amministrazione e controllo delle società per azioni, che prevede due organi collegiali distinti: il Consiglio di Sorveglianza ed il Consiglio di Gestione. In questo sistema entrambi gli organi operano in modo indipendente, assicurando una chiara separazione delle funzioni di controllo e gestione. In questo quadro si inserisce la storia di Adriano Olivetti che nel 1948 istituì il “Comitato di Gestione” negli stabilimenti di Ivrea. E’ stato uno dei primi esempi in Italia di un organismo aziendale paritetico, con poteri consultivi di ordine generale ed ha svolto un ruolo importante nella gestione dei servizi sociali, come la creazione di asili nei comuni limitrofi, e l’opera di assistenti sociali, coinvolgendo direttamente i parenti dei lavoratori e, in alcuni casi, l’intero territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo organismo è stato anche uno strumento di democrazia interna, promuovendo il confronto democratico tra Capitale e Lavoro. E’ stato un esempio di Partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa, contribuendo alla crescita e allo sviluppo della comunità aziendale e territoriale.<br>E, secondo il mio modesto pensiero, è il modello da cui trarre ispirazione come sfida per dare seguito a quanto previsto nel recente rinnovo del CCNL Abi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/partecipazione-la-situazione-attuale/">Partecipazione: la situazione attuale</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/partecipazione-la-situazione-attuale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Partecipazione, cosa accade dopo Leone XIII</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/partecipazione-cosa-accade-dopo-leone-xiii/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/partecipazione-cosa-accade-dopo-leone-xiii/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Storace]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 13:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'altra pagina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=1917</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessio Storace • Negli scorsi articoli ho analizzato lo scritto di Papa Leone XIII “Rerum Novarum”, che ad oggi è ancora considerata l’enciclica fondativa della dottrina sociale della Chiesa, e quali cause e movimento lo hanno ispirato. Ovviamente il tutto tenendo fermo il nostro focus sul lavoro ed i lavoratori. Ma dopo Leone XIII [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/partecipazione-cosa-accade-dopo-leone-xiii/">Partecipazione, cosa accade dopo Leone XIII</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Alessio Storace • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Negli scorsi articoli ho analizzato lo scritto di Papa Leone XIII “Rerum Novarum”, che ad oggi è ancora considerata l’enciclica fondativa della dottrina sociale della Chiesa, e quali cause e movimento lo hanno ispirato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente il tutto tenendo fermo il nostro focus sul lavoro ed i lavoratori. Ma dopo Leone XIII cosa è successo? Nell’immediatezza qualche tentativo di partecipazione da parte di imprenditori cristiani ci fu, ma i tempi erano fortemente prematuri e le condizioni dei lavoratori ancora pessime. Tutto questo porta Papa Pio XI a scrivere, nella Quadragesimo Anno una lucida analisi sulla situazione parlando degli operai: “che le circostanze hanno consegnato soli e indifesi alle inumanità dei padroni e alla sfrenata cupidigia della concorrenza.” Ma nell’ampliare i concetti di Leone XIII, attualizzandoli a quarant’anni di distanza, arriva anche a scrivere un concetto che oggi è più che mai valido e dovrebbe essere ricordato da tutti gli operatori del mondo del lavoro, imprenditori, lavoratori ed anche sindacalisti: “Non può sussistere capitale senza lavoro, nè lavoro senza capitale”. Può sembrare una osservazione forse anche banale, ma se la contestualizziamo al 1931 ci rendiamo conto che tanto banale non era, soprattutto se consideriamo la situazione politica ed economica dell’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostanzialmente Pio XI procede nel solco di Leone XIII, sposandone a pieno le tesi e concludendo la sua enciclica invitando alla partecipazione: “Tutti, operai e padroni, in unione di forze e di mente si adoperino a vincere tutti gli ostacoli e le difficoltà.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andando più avanti nel tempo, siamo nel 1961, Papa Giovanni XXIII nell’enciclica “Mater et Magistra” ritorna sull’aspetto del lavoro e, dopo aver analizzato la situazione dei lavoratori, ritorna sulla Partecipazione, scrivendo che: “Operai ed imprenditori devono regolare i loro rapporti ispirandosi al principio della solidarietà umana e della fratellanza cristiana; giacchè tanto la concorrenza in senso libertistico, quanto la lotta di classe, in senso marxistico, sono contro natura e contrarie alla concezione cristiana della vita”, e inoltre “i lavoratori nelle forme e nei gradi più convenienti possano giungere a partecipare alla proprietà delle stesse imprese.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo avanti nel nostro percorso ed arriviamo a Papa Giovanni Paolo II, il papa operaio, colui che più di tutti si è impegnato a favore dei lavoratori e prova ne è il fatto che, a differenza dei suoi predecessori, ha scritto ben due encicliche in materia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella prima, la “Laborem Exercens” riguardo la Partecipazione ci dice che: “Non di rado gli uomini del lavoro possono partecipare ed effettivamente partecipano, alla gestione ed al controllo della produttività delle imprese”. Ma non contento entra anche nello specifico di come si dovrebbe attuare la Partecipazione “per il tramite di appropriate associazioni, essi influiscono sulle condizioni di lavoro e di rimunerazione, come anche sulla legislazione sociale”. Concetti poi ampiamente ripresi ed approfonditi nella “Centesimus Annus. Per concludere questa volutamente rapida carrellata storica, si arriva a Benedetto XVI che nella sua enciclica “Caritas in Veritate” tocca fortemente la questione lavoro andando ad indicare sette requisiti essenziali affinchè il lavoro sia considerato “decente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Significa un lavoro che, in ogni società, sia l’espressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità, un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consente di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa.” Nei prossimi articoli continueremo ad analizzare la situazione e a cercare di trovare eventuali soluzioni e modelli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/partecipazione-cosa-accade-dopo-leone-xiii/">Partecipazione, cosa accade dopo Leone XIII</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/partecipazione-cosa-accade-dopo-leone-xiii/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Partecipazione: la genesi</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/02/23/partecipazione-la-genesi/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2024/02/23/partecipazione-la-genesi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Storace]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=1801</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessio Storace • Contrariamente a quanto alcuni credono, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese non nasce come idea nell’ambito delle corporazioni, ma ben prima. Se vogliamo, infatti, trovare una data simbolica di riferimento, essa è il 15 maggio 1891. In quel giorno venne finita di stampare e distribuita la Lettera Enciclica “Rerum [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/02/23/partecipazione-la-genesi/">Partecipazione: la genesi</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Alessio Storace</strong> • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto alcuni credono, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese non nasce come idea nell’ambito delle corporazioni, ma ben prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo, infatti, trovare una data simbolica di riferimento, essa è il 15 maggio 1891. In quel giorno venne finita di stampare e distribuita la Lettera Enciclica “Rerum Novarum”, ovvero “Cosa Nuova”, di Papa Leone XIII, ricordato come il papa delle encicliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leone XIII dimostrando una lungimiranza fuori dall’ordinario, intravide lucidamente, e prima di chiunque altro, quale sarebbe stato il grande conflitto economico e sociale che avrebbe caratterizzato il XX° secolo: il dualismo tra il capitale ed il lavoro. Capì che vi erano forti contrasti, soprattutto di natura ideologica, che volevano tenere ben distinti questi due mondi, ovvero quello degli industriali e capitalisti (quindi coloro che detenevano il capitale) e quello dei braccianti e degli operai (ovvero il mondo del lavoro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leone XIII, innanzitutto, vede con favore la formazione e la proliferazione delle corporazioni di arti e mestieri che nel loro complesso contengono quasi tutte le altre istituzioni, come i patronati per i fanciulli, praticamente gli antesignani dei sindacati attuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma si spinge un po’ più in là vedendo con forte piacere il formarsi anche di “associazioni miste di operai e padroni” per rafforzare il concetto di Partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva la Rerum Novarum, oltre ad essere la pietra miliare della dottrina sociale della Chiesa, è una critica al liberismo economico incentrato sull’iniziativa dell’imprenditore con il fine del solo guadagno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prospetta un nuovo ordine economico che riduce le diseguaglianze sociali, il rischio del lavoratore di rimanere disoccupato o infortunato garantendogli un’equa partecipazione al frutto del suo lavoro. Nello stesso tempo respinge la neonata dottrina socialista del collettivismo confermando la legittimità morale, giuridica ed economica della proprietà privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, come detto, per ovviare a questa dicotomia esorta i lavoratori cattolici ad associarsi, costituendo organismi misti con gli imprenditori rifiutando il metodo delle lotte di classe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostanzialmente da qui nasce il concetto che non c’è capitale senza lavoro, così come non esiste lavoro senza capitale. Essi sono infatti due aspetti fondamentali, due attori protagonisti del mondo economico, sia dell’epoca che attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel prossimo numero affronteremo anche le vicende di chi, coraggiosamente, ha lottato per il lavoro ed ispirato Leone XIII e come si è declinata la Partecipazione nel corso dei decenni, sia in Italia che in Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/02/23/partecipazione-la-genesi/">Partecipazione: la genesi</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alpluraleonline.it/2024/02/23/partecipazione-la-genesi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Partecipazione, la vera novità del nuovo Ccnl del Credito</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/01/24/partecipazione-la-vera-novita-del-nuovo-ccnl-del-credito/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2024/01/24/partecipazione-la-vera-novita-del-nuovo-ccnl-del-credito/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Storace]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 15:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=1768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alessio Storace • Il recente rinnovo del CCNL Abi è decisamente positivo per molti aspetti, sia economici che normativi. Del corposo aumento salariale di 435 euro, oltre agli arretrati, si è già parlato molto, mentre sicuramente usciranno approfondimenti sulle principali novità normative. Qui vogliamo approfondire quella che è una novità assoluta nel nostro contratto: l’introduzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/01/24/partecipazione-la-vera-novita-del-nuovo-ccnl-del-credito/">Partecipazione, la vera novità del nuovo Ccnl del Credito</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessio Storace</strong> • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Il recente rinnovo del CCNL Abi è decisamente positivo per molti aspetti, sia economici che normativi. Del corposo aumento salariale di 435 euro, oltre agli arretrati, si è già parlato molto, mentre sicuramente usciranno approfondimenti sulle principali novità normative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui vogliamo approfondire quella che è una novità assoluta nel nostro contratto: l’introduzione della Partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una novità assoluta perché, a nostra memoria, in nessun contratto è stata mai introdotta questa tematica, prevista dall’art. 46 della Costituzione italiana e rimasta lettera morta negli ultimi 76 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo tema si sono susseguite diverse proposte di legge, a volte anche contrastanti, che però raramente hanno realmente iniziato un iter di approvazione in Parlamento. Insomma tanta attività, ma zero risultati e solo pochi timidi passi in avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, a quanto pare, i tempi sono maturi per andare oltre, rompere gli indugi ed avviare una vera e propria fase sperimentale nel mondo del credito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cos’è la Partecipazione? Per “partecipazione” si intende quel tipo di gestione aziendale che coinvolge direttamente i lavoratori, tramite dei rappresentanti eletti a tal fine, nelle decisioni strategiche per la vita dell’azienda stessa, ad esempio piani industriali, fusioni ed incorporazioni, ma anche discussione di bilanci annuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia qualche timido esempio c’è stato, ma forse non ci si è creduto abbastanza, mentre ora si può fare qualcosa di organico e strutturale che non riguarda una sola azienda, ma un intero settore, quello bancario, che potrebbe fare scuola e scia per l’intera economia italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche perché è vero che nel nostro territorio abbiamo avuto qualche esempio non edificante, ma è pur vero che in altre economie più floride, vedi la Germania, la partecipazione è realtà da moltissimo tempo ed ha anche fatto un grandissimo passo in avanti assumendo, giustamente, il titolo di “cogestione”, che è poi lo sbocco naturale della partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto ora è aperto il dibattito ed il confronto con le banche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza di prima non si potranno tirare indietro perché tutti gli istituti di credito, unitamente a tutti i sindacati, hanno siglato questa importante novità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora è il momento di dare seguito, ora è il momento della concreta applicazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/01/24/partecipazione-la-vera-novita-del-nuovo-ccnl-del-credito/">Partecipazione, la vera novità del nuovo Ccnl del Credito</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alpluraleonline.it/2024/01/24/partecipazione-la-vera-novita-del-nuovo-ccnl-del-credito/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alcune riflessioni sulla desertificazione bancaria</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2023/03/17/alcune-riflessioni-sulla-desertificazione-bancaria/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2023/03/17/alcune-riflessioni-sulla-desertificazione-bancaria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Storace]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 10:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=1578</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alessio Storace ∙ Si è portati a credere che l’unico compito del sindacalista sia quello di difendere i diritti del lavoratori, ma non è così, o almeno non deve fare solo quello. Parto dal presupposto che un sindacalista deve agire seguendo tre direttive principali: difesa dell’occupazione, difesa delle retribuzioni e difesa della professionalità. Ebbene seguendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2023/03/17/alcune-riflessioni-sulla-desertificazione-bancaria/">Alcune riflessioni sulla desertificazione bancaria</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Alessio Storace ∙</p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Si è portati a credere che l’unico compito del sindacalista sia quello di difendere i diritti del lavoratori, ma non è così, o almeno non deve fare solo quello. Parto dal presupposto che un sindacalista deve agire seguendo tre direttive principali: difesa dell’occupazione, difesa delle retribuzioni e difesa della professionalità. Ebbene seguendo questo ordine di principi ne deriva che la difesa dei diritti dei lavoratori sia un aspetto, sicuramente importante, ma non l’unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio un esempio, tremendamente attuale, se una banca ha cinque sportelli in una provincia e decide di accorparli in un’unica filiale, cosa accade? Tutti i lavoratori vengono destinati all’unica filiale superstite, quindi il livello occupazionale è stato salvato, anche il livello retributivo è salvo, ancorchè qualche lavoratore avrebbe maggiori spese di trasferimento, non sempre adeguatamente ricompensate dalla banca. L’unico aspetto che resterebbe in piedi è la difesa della professionalità, ma anche su quel fronte spesso le soluzioni si trovano … e allora? E allora continuo a pensare che, come sindacalista, il tutto non mi soddisfa e le soluzioni che si trovano sono valide, ma comunque posticce, artefatte, e nascondono sotto il tappeto un problema enorme che prima o poi dovremo affrontare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La desertificazione bancaria, ovvero l’abbandono dei piccoli e medi comuni da parte degli istituti di credito, non ha un impatto solo sui dipendenti che devono sobbarcarsi pochi o tanti chilometri in più, ma ha un effetto importante, a volte devastante sulle comunità locali, su quei piccoli e medi comuni i quali vedono privarsi di una istituzione importante come la banca, spesso anche con un preavviso di pochissimi giorni. Ebbene, in queste realtà la chiusura di una banca porta, come effetto immediato la non considerazione di quel comune da parte di qualche volenteroso imprenditore intenzionato ad investire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non lo farà mai in un territorio che di suo offre già, in prima battuta, un evidente disservizio. Non bastasse questo alcune attività che possono permetterselo, ovviamente non mi riferisco alle botteghe di artigiani, agli alimentari o ai servizi di ricettività, studiano di portare altrove il loro business, a volte mettendo in difficoltà i loro lavoratori, e non so quanto tutto ciò sia criticabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per non parlare del rischio, purtroppo alto e mai adeguatamente affrontato, che la desertificazione bancaria lascia il campo libero alla malavita e alla criminalità che potrebbe prosperare grazie alle attività usurarie, con il concreto rischio che tutto ciò metta in ginocchio le attività presenti ed i lavoratori interessati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutto questo si traduce in perdita di posti di lavoro e depressione di un territorio, spesso senza colpe dirette. Ora non so se questa mia analisi sia giusta e condivisa, ma è il mio pensiero frutto di due decenni di sindacalismo e di molti anni di studio e di impegno contro la desertificazione bancaria. La chiusura delle filiali non è mai fine a se stessa e coinvolge, in un modo o nell’altro, un territorio che ne trae solo aspetti negativi, in netta contraddizione ai proclami delle banche sulla Responsabilità Sociale di Impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da sindacalista non posso girarmi dall’altra parte e fare finta di niente, ignorare il problema, non fa per me. Ecco perché quando il consigliere comunale di Atina, Quirino Di Paolo, mi ha cercato per espormi la preoccupazione sua e di tutta la comunità circa la chiusura della filiale di Banca Intesa, ho dato senza tentennamenti ed esitazioni la mia più totale adesione. E proprio lì, ad Atina (FR), ho avuto la conferma del mio pensiero nel vedere centinaia di persone accorrere per firmare la petizione, alcuni hanno fermato la macchina, hanno firmato e sono velocemente ripartite, ma volevano dare la loro testimonianza in maniera concreta. Centinaia di cittadini, non tutti correntisti di Banca Intesa, arrabbiati che hanno voluto concretamente, e civilmente, protestare per la perdita di un pezzo di storia del loro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tanti di loro ho sentito riferimenti che risalivano addirittura a quando la banca era “Banco di Napoli”, archeologia del credito. Ma se quello che sta succedendo ad Atina è grave, quello che a luglio accadrà a Boville Ernica(FR) sarà gravissimo, perché Banca Intesa andrà a chiudere l’unica filiale del comune, desertificandolo dai servizi bancari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da sindacalista sono stato ad Atina, andrò a Boville Ernica e garantirò la mia presenza ovunque si deciderà di combattere a difesa del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2023/03/17/alcune-riflessioni-sulla-desertificazione-bancaria/">Alcune riflessioni sulla desertificazione bancaria</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alpluraleonline.it/2023/03/17/alcune-riflessioni-sulla-desertificazione-bancaria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
