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	<title>Sindacato Archivi | www.alpluraleonline.it</title>
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	<description>Periodico Mensile Al Plurale &#124; UNISIN</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Feb 2026 10:52:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sindacato Archivi | www.alpluraleonline.it</title>
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	<item>
		<title>“I traguardi del piano sono merito di colleghe e colleghi. Il dialogo sindacale è pilastro della transizione digitale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intesa Sanpaolo, Emilio Contrasto: «Il nuovo Piano industriale di Intesa Sanpaolo, relativo al quadriennio 2026-2029, si configura come un progetto di ampio respiro, volto a guidare con pragmatismo l’evoluzione strutturale e tecnologica del Gruppo. Gli importanti traguardi raggiunti confermano la stabilità della Banca e sono il risultato tangibile dell’impegno collettivo del Personale, la cui professionalità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2026/02/26/i-traguardi-del-piano-sono-merito-di-colleghe-e-colleghi-il-dialogo-sindacale-e-pilastro-della-transizione-digitale/">“I traguardi del piano sono merito di colleghe e colleghi. Il dialogo sindacale è pilastro della transizione digitale”</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Intesa Sanpaolo, Emilio Contrasto:</h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">«Il nuovo Piano industriale di Intesa Sanpaolo, relativo al quadriennio 2026-2029, si configura come un progetto di ampio respiro, volto a guidare con pragmatismo l’evoluzione strutturale e tecnologica del Gruppo. Gli importanti traguardi raggiunti confermano la stabilità della Banca e sono il risultato tangibile dell’impegno collettivo del Personale, la cui professionalità resta il motore indispensabile per concretizzare le ambizioni del nuovo Piano».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto, commenta la strategia industriale presentata da Intesa Sanpaolo per il prossimo quadriennio. «Data la sua posizione di principale realtà occupazionale privata in Italia, il Gruppo è chiamato a esercitare un’etica sociale esemplare, assicurando che il processo di digitalizzazione in corso potenzi l’apporto umano delle Lavoratrici e dei Lavoratori anziché marginalizzarlo, favorendo il reintegro interno delle attività ed evitando ulteriori frammentazioni societarie».<br>Nell’attuale situazione, aggiunge Contrasto, «il dialogo con le Rappresentanze dei lavoratori diventa un pilastro imprescindibile per gestire la transizione»: «È essenziale che ogni risoluzione del rapporto lavorativo resti legata alla libera scelta individuale, attraverso scivoli pensionistici concordati, e che parallelamente si prosegua con un piano di inserimenti stabili che garantisca un futuro ai giovani di tutto il Paese e linfa vitale all’azienda».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conclude il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: «Investire sulla crescita economica e professionale dei dipendenti significa riaffermare un principio di equità tra profitti e tutele, consolidando il ruolo della banca quale modello di riferimento e anche di avanguardia per l’intero sistema economico e finanziario nazionale».</p>
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		<title>Desertificazione bancaria fenomeno sempre più grave. Tassare gli extraprofitti? Misura potenzialmente dannosa per l’economia</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/10/13/desertificazione-bancaria-fenomeno-sempre-piu-grave-tassare-gli-extraprofitti-misura-potenzialmente-dannosa-per-leconomia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazionale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 10:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Audizione del 25 settembre 2025 del Segretario Generaledi UNISIN/CONFSALEmilio Contrastoin Commissione parlamentare d’inchiesta su sistemabancario, finanziario e assicurativo «Siamo qui non solo come rappresentanza sindacale, ma anche come presidio di legalità e di coesione sociale». Questa mattina il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto, è intervenuto in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2025/10/13/desertificazione-bancaria-fenomeno-sempre-piu-grave-tassare-gli-extraprofitti-misura-potenzialmente-dannosa-per-leconomia/">Desertificazione bancaria fenomeno sempre più grave. Tassare gli extraprofitti? Misura potenzialmente dannosa per l’economia</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Audizione del 25 settembre 2025 del Segretario Generale<br>di UNISIN/CONFSAL<br>Emilio Contrasto<br>in Commissione parlamentare d’inchiesta su sistema<br>bancario, finanziario e assicurativo</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tra le proposte del sindacato illustrate alla Commissione istituita presso il Senato:</li>



<li>valutare l’introduzione di incentivi fiscali/economici e regolatori per le banche che mantengono filiali nelle aree interne o estremamente disagiate;</li>



<li>introdurre meccanismi di sostegno a famiglie e PMI valutando un rafforzamento di confidi, garanzie pubbliche e strumenti di microcredito</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="2190" src="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2190" srcset="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-1024x1024.jpg 1024w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-300x300.jpg 300w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-150x150.jpg 150w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-768x768.jpg 768w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio-1536x1536.jpg 1536w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/Emilio.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">«Siamo qui non solo come rappresentanza sindacale, ma anche come presidio di legalità e di coesione sociale». Questa mattina il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto, è intervenuto in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo attirando in primis l’attenzione sulla drastica riduzione della rete degli istituti di credito. «La desertificazione bancaria è un fenomeno che sta diventando sempre più grave in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno del nostro Paese dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse», ha detto Contrasto. «In un contesto siffatto, diventa ancora evidente la difficoltà, per moltissimi cittadini ed imprenditori di ogni dimensione, di accedere &#8211; senza eccessivo dispendio di tempo ed energie nonché trasferimenti da una parte all’altra del comune dove si vive o si opera &#8211; ad uno sportello bancario per effettuare operazioni o prelevamenti o semplicemente per chiedere una consulenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte alle Senatrici e ai Senatori della Commissione, il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL ha affrontato anche la questione di una possibile tassazione sugli extraprofitti delle banche, sottolineando che «dietro questa idea si potrebbe celare una misura non solo inefficace ma anche potenzialmente dannosa per l’economia». Nella relazione fornita alla Commissione parlamentare, Contrasto ha fornito una panoramica del Settore bancario secondo i dati ufficiali della Banca d’Italia: nel periodo che va dal 31.12.2012 al 31.12.2024 gli sportelli bancari sono passati da 32.881 a 19.654 (-13.227), con una contrazione del 40%. Per il 2025 la stima sulla base del tasso medio di riduzione annuo registrato negli ultimi dieci anni è di 19.200. La distribuzione territoriale &#8211; secondo l’ultima pubblicazione del 31 marzo 2025 “Banche e istituzioni finanziarie: articolazione territoriale” della Banca d’Italia &#8211; vede il Nord Italia concentrare circa il 58% degli sportelli, con Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto che da sole raggiungono il 40% del totale nazionale. Il Centro accoglie il 20% e il Sud e le Isole il 22%. Nello stesso periodo i dipendenti bancari sono passati da 315.238 nel 2012 a 261.653 del 2024 con una perdita di 53.585 Risorse. Gli sportelli automatici multifunzione sono calati di circa 2.600 negli ultimi tre anni passando da 30.221 (2021) a 27.613 (2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interi comuni oggi non hanno più un punto di accesso ai servizi bancari, ha detto Contrasto sottolineando che la desertificazione bancaria è ormai un problema nazionale, non un fenomeno locale o relegato al Sud del nostro Paese, che ne soffre purtroppo di più per le ragioni già indicate e vede la presenza nel 2024 di soli 2.866 sportelli (-73 rispetto al 2023) con 25.137 dipendenti e una perdita di 256 Risorse. Per restare sempre al Sud nel 2012 erano presenti 4.548 sportelli ridottisi nel 2022 a 3.051 (-1.497) per scendere ancora nel 2023 a 2.939 (-1.609) e 2.866 nel 2024 (-1.682). Per quanto concerne il dato occupazionale si è passati dai 36.991 dipendenti del 2012 ai 26.092 del 2022 (-10.899) per scendere ulteriormente poi a 25.392 nel 2023 (-11.599), nel 2024 a 25.136 (-11.855). Quindi nel periodo dal 2012 al 2024 sono stati persi 11.855 posti di lavoro per riduzione degli sportelli e quindi del personale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrasto ha sottolineato che la clientela bancaria nel corso degli anni ha mostrato di sapersi adattare ai cambiamenti organizzativi e alle innovazioni introdotte dal sistema bancario e di apprezzare anche l’innovazione tecnologica: il digital banking e la cosiddetta fintech. E ha aggiunto un dato importante da evidenziare: nel 2024 in Italia il 55% circa degli utenti bancari utilizzava i servizi digitali, contro una media europea pari nel 2024 al 67,2% (64% nel 2023). «Alle filiali fisiche sono subentrate massicciamente quelle online o digitali (a causa degli alti costi di gestione della rete fisica spesso non comparabili con i ricavi ottenuti e dello sviluppo dei sistemi digitali), ma la clientela è rimasta e rimane comunque assolutamente affezionata alla filiale fisica dove può interfacciarsi con il proprio gestore o con altri dipendenti della banca per risolvere problematiche o anche solo per rafforzare il rapporto interpersonale fiduciario che spesso è maggiormente favorito dall’incontro fisico».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-2191" srcset="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama-1024x768.jpg 1024w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama-300x225.jpg 300w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama-768x576.jpg 768w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama-1536x1152.jpg 1536w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/10/PiazzaMadama.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro problema evidenziato da Contrasto è rappresentato dal digital divide ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle&nbsp;nuove tecnologie (in particolare&nbsp;personal computer&nbsp;e&nbsp;Internet) e chi ne è&nbsp;escluso in modo parziale o totale. «I motivi di&nbsp;esclusione&nbsp;comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di&nbsp;sesso, appartenenza a diversi&nbsp;gruppi etnici, provenienza geografica».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Esiste poi il problema, assolutamente strategico, della consulenza che riguarda sia la clientela privata ma anche e soprattutto le imprese e la necessità per queste ultime di trovare interlocutori in grado di rispondere velocemente ed efficacemente alle loro istanze. Altro aspetto è rappresentato dal fatto che le Banche, in moltissime circostanze, svolgono la essenziale funzione di motore di trasmissione su territori, famiglie e soprattutto imprese dei vari strumenti tempo per tempo posti in essere dalle istituzioni locali, nazionali e comunitarie a sostegno di imprese e famiglie. L’Italia, inoltre, è un Paese con la presenza di imprese medie e piccole, a caratterizzazione poco più che familiare. In tali realtà la consulenza finanziaria non può in molti casi essere gestita all’interno delle aziende. Poter, quindi, contare sulla propria banca, fisicamente presente al luogo dove si svolge l’attività di impresa, per la migliore qualificazione e quantificazione delle fonti di investimento diventa strategico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’innovazione tecnologica è una grande opportunità, ha riconosciuto Contrasto, ma comporta anche rischi. «Le neobank e i servizi fintech registrano tassi di crescita molto elevati. L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per il futuro del settore: consente l’automazione dei processi di controllo antiriciclaggio, l’analisi predittiva del rischio di credito, il contrasto alle frodi e la personalizzazione dei servizi alla clientela. Tuttavia, emergono rischi significativi: bias algoritmici, concentrazione dei fornitori, cybersecurity e opacità dei modelli decisionali. Organismi internazionali come BIS, FSB e OCSE hanno già raccomandato l’adozione di standard di governance, auditabilità e trasparenza. Come UNISIN crediamo che l’IA debba essere uno strumento al servizio della persona e non un sostituto del lavoro bancario. Per questo servono programmi di formazione e di riqualificazione professionale, così da accompagnare la transizione senza lasciare indietro nessuno».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrasto ha segnalato che il restringimento della rete bancaria si accompagna a crescenti difficoltà di accesso al credito, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI). Secondo i dati Banca d’Italia, nel 2024 i prestiti alle PMI hanno registrato una contrazione del 2,5%, a fronte di una crescita moderata (+1,8%) per le grandi imprese. «Tale dinamica rischia di alimentare un ‘dual banking system’, caratterizzato da un lato da grandi imprese integrate nei circuiti finanziari globali, dall’altro da piccole realtà locali escluse dal credito ordinario. I dati più recenti indicano che nel primo semestre 2025 la contrazione dei prestiti alle PMI è proseguita (-1,8% tendenziale), mentre le grandi imprese hanno registrato una sostanziale stabilità (Banca d’Italia, Bollettino Economico, luglio 2025)».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le famiglie, la desertificazione bancaria implica un aggravio di costi e tempi per accedere ai servizi di base. Le categorie maggiormente penalizzate sono anziani, migranti e nuclei residenti in aree interne, dove la chiusura delle filiali ha spesso lasciato interi comuni privi di sportelli. Ha concluso Contrasto: «Nelle aree desertificate i tempi e i costi di accesso al credito sono ancora più alti. E laddove le banche arretrano, avanza il rischio di usura e illegalità, come segnalato dalle relazioni del Ministero dell’Economia. Infatti, l’assenza o la scarsissima presenza su territori di sportelli bancari e la minore attenzione alle esigenze del tessuto sociale, economico e produttivo delle varie realtà del nostro Paese e del Sud in particolare, che sconta ancora un forte gap in tutti i settori, porta inevitabilmente con sé un incremento del fenomeno dell’usura. Bankitalia ha lanciato l’allarme parlando del rischio usura per 165 mila imprese del Sud. In assenza di supporto ed assistenza da parte degli intermediari autorizzati, l’alternativa, infatti, spesso diventa quella di ricorrere a mezzi non leciti o molto più onerosi».<br>Nel corso dell’audizione, Contrasto ha affrontato anche la questione di una possibile tassazione sugli extraprofitti delle banche. «Ogni anno, in vista della nuova legge di bilancio, si ripresentano varie proposte per aumentare le entrate fiscali, come l’idea di tassare i cosiddetti extraprofitti delle banche. Dietro questa idea si potrebbe però celare una misura non solo inefficace ma anche potenzialmente dannosa per l’economia». Ha spiegato il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL: «Prima di tutto occorre sottolineare che non esiste una definizione chiara di «extraprofitto» né tantomeno un criterio economico universalmente accettato per definire un «extraprofitto» (il ROE medio prodotto dal sistema bancario non risulta essere best performance a livello Paese). Tassare peraltro un utile solo perché è considerato “troppo alto” introduce un elemento di arbitrarietà e discrezionalità pericoloso. Il profitto è il risultato di un’attività d’impresa, e tassare in modo straordinario un settore specifico solleva dubbi sulla parità di trattamento e sulla certezza del diritto. L’argomento più volte sottolineato che gli “extraprofitti” siano un’automatica conseguenza dell’aumento dei tassi d’interesse non tiene conto del fatto che i profitti bancari dipendono anche da una gestione efficiente, dalla capacità di diversificare i ricavi e dal controllo dei costi operativi. Tassare indiscriminatamente i profitti non riconosce le differenze tra le banche più efficienti e quelle meno performanti. Inoltre, occorre tenere presente che i guadagni delle banche italiane, pur elevati, rimangono inferiori alla media europea».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrasto ha aggiunto che «i profitti non possono essere considerati un “regalo”, ma una risorsa necessaria per rafforzare la capitalizzazione bancaria e per finanziare gli investimenti e le imprese, contribuendo così alla stabilità del sistema finanziario e alla crescita dell’economia reale. Tassarli riduce le risorse che possono essere reinvestite, compromettendo la capacità degli istituti di credito di assorbire shock futuri, come ad esempio un aumento delle insolvenze. Un sistema bancario meno capitalizzato è più fragile e rappresenta un rischio per l’intera economia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tutto questo si aggiunge che una minore disponibilità di capitale per le banche si traduce in una ridotta capacità di erogare prestiti, ha sottolineato Contrasto: «Se le banche hanno meno risorse, possono essere costrette a limitare il credito a famiglie e imprese, rallentando gli investimenti e la crescita economica. La tassa, concepita per aiutare l’economia, potrebbe finire per danneggiarla».</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Da non sottovalutare anche il fatto che nonostante i divieti normativi, c’è il rischio che le banche, per compensare l’onere fiscale, possano cercare di recuperare il gettito perso aumentando i costi dei servizi / finanziamenti o riducendo ulteriormente i tassi di interesse sui depositi, facendo ricadere indirettamente il costo sui clienti finali, ossia famiglie e imprese.</li>



<li>Queste, in conclusione, sono le proposte UNISIN/CONFSAL presentate nella relazione fornita da Contrasto alla Commissione: «La nostra Organizzazione Sindacale evidenzia la necessità di garantire una transizione equa verso la digitalizzazione, tutelando la dignità professionale e contrastando modelli organizzativi basati su pressioni commerciali eccessive». Ecco alcune proposte concrete:</li>



<li>Definire livelli essenziali di servizio bancario in ogni comune, al pari di sanità e istruzione;</li>



<li>Garantire soglie minime territoriali di accesso ai servizi bancari, con particolare attenzione ai comuni interni e periferici;</li>



<li>Meccanismi per garantire maggiore trasparenza sui margini bancari, perché i cittadini abbiano fiducia nel sistema;</li>



<li>Promuovere ulteriormente l’educazione finanziaria, con focus su anziani, migranti e microimprese;</li>



<li>Attivare misure di credito agevolato per famiglie e PMI nelle aree interne.</li>



<li>Istituire un tavolo permanente tra Governo, ABI e parti sociali per affrontare insieme le sfide del Settore. (va detto che nel settore è già stato introdotto nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro il Comitato nazionale bilaterale paritetico sull’impatto delle nuove tecnologie/digitalizzazione nell’industria bancaria);</li>



<li>Monitorare con continuità l’impatto dell’Intelligenza Artificiale e della digitalizzazione sull’accesso al credito;</li>



<li>Favorire un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale, attraverso standard di auditabilità, trasparenza e controllo anche indipendente.</li>



<li>Valutare l’introduzione di incentivi fiscali / economici e regolatori per le banche che mantengono filiali nelle aree interne o estremamente disagiate.</li>



<li>Introdurre meccanismi di sostegno a famiglie e PMI valutando un rafforzamento di confidi, garanzie pubbliche e strumenti di microcredito.</li>



<li>Allineare le strategie nazionali ai benchmark europei (Eurostat, BCE, OCSE), garantendo comparabilità e trasparenza dei dati.</li>



<li>Uniformare le regole sia normative che fiscali affinché non si verifichi una sperequazione nell’applicazione delle stesse a livello europeo e domestico. In merito, va rilevato come ancora oggi la disparità delle “regole di ingaggio” fra i diversi Paesi dell’Unione Europea e tra UE e resto del mondo aggravi le nostre banche e imprese di costi maggiori, riducendone la competitività.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione di Contrasto è nel segno di questa riflessione: «Il sistema bancario italiano è oggi solido sul piano patrimoniale, ma fragile sul piano sociale e territoriale. Sta vivendo una fase di profonda trasformazione, segnata da una riduzione strutturale della rete fisica, da crescenti sfide nell’accesso al credito per famiglie e PMI, e da una digitalizzazione che apre nuove opportunità ma rischia di accentuare le disuguaglianze. La stabilità finanziaria deve essere accompagnata da inclusione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La desertificazione bancaria è una questione non solo economica ma sociale e civile. UNISIN/CONFSAL richiama l’attenzione della Commissione sull’urgenza di interventi mirati, perché l’accesso al credito e ai servizi bancari è un diritto di cittadinanza e una condizione essenziale per la coesione e lo sviluppo del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida dei prossimi anni è costruire una banca più digitale ma non meno vicina, più efficiente ma anche più inclusiva. Questa è la strada che UNISIN/CONFSL intende proporre e percorrere, insieme alle Istituzioni e ai cittadini del nostro Paese».</p>
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			</item>
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		<title>Dieci anni fa</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/06/26/dieci-anni-fa/</link>
					<comments>https://www.alpluraleonline.it/2025/06/26/dieci-anni-fa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Caspani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 07:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alpluraleonline.it/?p=2147</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Mario Caspani • Il tema della desertificazione bancaria è purtroppo di attualità da diversi anni ed è stato più volte affrontato da UNISIN con interventi a vari livelli, recentemente anche in un articolo dello scorso aprile su queste colonne. Le politiche delle aziende di credito volte a comprimere i costi hanno fatto sì che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2025/06/26/dieci-anni-fa/">Dieci anni fa</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Mario Caspani • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Il tema della desertificazione bancaria è purtroppo di attualità da diversi anni ed è stato più volte affrontato da UNISIN con interventi a vari livelli, recentemente anche in un articolo dello scorso aprile su queste colonne. Le politiche delle aziende di credito volte a comprimere i costi hanno fatto sì che la valutazione se tenere aperto uno sportello si basasse esclusivamente sugli aspetti economici senza tener minimamente conto degli impatti sociali e delle negative ricadute sul territorio causate dalla soppressione di filiali, anche e soprattutto in comuni in cui la chiusura dello sportello ha significato la desertificazione, vale a dire la mancanza assoluta di una banca nell’intero territorio comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A farne le spese è soprattutto la piccola clientela retail, in particolar modo le fasce più anziane di età, in quanto meno avvezze all’utilizzo degli strumenti digitali, per ovvie ragioni anagrafiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende clienti invece hanno risentito meno di questa situazione, vuoi perché da molti anni ormai operano tramite le proprie strutture con strumenti di remote banking, vuoi perché quando si tratta di concordare operazioni di credito, soprattutto di un certo rilievo, di solito è la banca che “si muove” verso il cliente con i suoi funzionari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la conformazione geografica (distanza tra località, difficoltà nei mezzi di trasporto e/o nella viabilità), le zone del Meridione pagano il prezzo più alto e la clientela privata, soprattutto come detto in età avanzata, subisce le maggiori conseguenze di queste politiche bancarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dato che si tratta di un problema legato strettamente a ragioni anagrafiche, con macabra freddezza (di certo non manifestata a parole da chi ha potere decisionale in materia) si potrebbe pensare che tra pochi anni la questione si risolverà da sola, ma resta il disagio enorme attuale e nei prossimi anni per tante, troppe persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha stimolato una frase dell’articolo che ho citato (sul numero scorso di questo periodico), dove si afferma che “il fenomeno, che prima avveniva solo al sud, si sta progressivamente spandendo a macchia d’olio (…) anche nelle zone che sembravano dover essere intoccabili”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi sono andato a scartabellare tra mie vecchie carte di lavoro e ho fatto un piccolo raffronto, tra quello che era dieci anni fa la rete sportelli di UBI Banca nella mia provincia di residenza (Varese) e cosa ne è restato sommando le due reti locali di Intesa Sanpaolo e BPER, che si sono spartite il territorio dopo l’incorporazione di UBI in banca Intesa.<br>Premesso che già in ambito UBI Banca negli anni dal 2010 al 2015 per effetto dell’accorpamento in un unico gruppo di diverse realtà presenti in quel territorio (Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca Popolare Commercio Industria, BRE) avevamo assistito ad una consistente riduzione di sportelli localmente sovrapposti, se i miei calcoli non sono stati sbagliati nel 2015 la provincia contava 87 sportelli bancari del gruppo UBI, di cui 12 cosiddetti mini sportelli, cioè dipendenze di filiali ma con una autonoma collocazione fisica in altro comune o zona della città. Ebbene, ad oggi sommando BPER e Intesa ho trovato 51 filiali ancora attive, di cui 1 solo minisportello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Minisportelli o sportelli “leggeri” che unitamente a filiali mobili su diverse piazze a giorni alterni, tra l’altro potrebbero rappresentare una soluzione tampone al problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta quindi di 36 filiali in meno, vale a dire un calo di oltre il 40%. Da notare poi che il totale dei comuni in cui non è più presente alcuna filiale ex UBI ammonta a 24 (su 37 chiusure, come detto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, pertanto, è sicuramente diffuso a livello nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto dieci anni fa, per rimanere in tema, un politico allora rampante e oggi un po’ calante (nome in codice per gi amici di gioventù: “il bomba”) faceva promulgare (con Decreto Legge!) la profonda riforma delle banche popolari che in sostanza obbligava tutte quelle di maggiori dimensioni, con più di 8 miliardi di attivo a bilancio, a trasformarsi da società cooperative in società per azioni, rendendole così più facilmente contendibili sul mercato. Cosa che poi in pochi anni si è puntualmente verificata: ad oggi resiste, ancora per poco, l’ultimo baluardo valtellinese della Banca Popolare di Sondrio, ancora autonoma di fatto ma trasformata in Spa dopo una strenua resistenza a suon di ricorsi e destinata a breve a soccombere (a BPER o a ING, si vedrà).<br>Tutte le altre, tra fusioni e incorporazioni, ormai non esistono più come società cooperative.<br>Non entro nel merito delle “nobili” motivazioni alla base della riforma (sostegno al sistema bancario italiano, maggiore capitalizzazione grazie a processi di fusione e incorporazione, minore contendibilità a favore di player esteri, ecc.), anche se ci sarebbe (e c’è stato) da discutere.<br>Mi limito ad osservare che, in ultima analisi, tutti i cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni, da parte dei soggetti forti subentranti e/o incorporanti, si sono risolti in poderosi piani industriali con obiettivi di riduzione dei costi (strutture, personale) e massimizzazione dei profitti.<br>Tradotto in parole povere tagli di ogni tipo per aumentare i dividendi, con buona pace di chi sostiene che gli stakeholders (dipendenti, clienti, fornitori, amministratori e azionisti) dovrebbero contare tutti allo stesso modo sul piatto della bilancia. Evidentemente impensabile quando gli azionisti di maggioranza sono i rappresentanti di enti e istituzioni finanziarie globali che, nei loro giochi di scatole cinesi, si sono accaparrati o hanno reso ininfluente anche quella grossa fetta di azionariato popolare che era, appunto, la ragione di essere delle vecchie banche popolari.</p>
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		<title>La desertificazione Bancaria nel meridione… e non solo: una crisi silenziosa</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/04/17/la-desertificazione-bancaria-nel-meridione-e-non-solo-una-crisi-silenziosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nino Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 15:42:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Nino Lentini ∙ Negli ultimi anni, il Sud Italia, come sempre accade quando si tratta di soffrire, è sempre il primo ad affrontare, purtroppo, un fenomeno preoccupante e spesso sottovalutato: la desertificazione bancaria. Questo termine descrive la progressiva, continua e costante chiusura di filiali bancarie nei territori meno popolati o economicamente fragili, lasciando intere [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">di Nino Lentini ∙ </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il Sud Italia, come sempre accade quando si tratta di soffrire, è sempre il primo ad affrontare, purtroppo, un fenomeno preoccupante e spesso sottovalutato: la desertificazione bancaria. Questo termine descrive la progressiva, continua e costante chiusura di filiali bancarie nei territori meno popolati o economicamente fragili, lasciando intere comunità prive di accesso diretto ai servizi finanziari essenziali.<br>Secondo recenti dati, il numero di sportelli bancari nel Mezzogiorno è diminuito drasticamente, con percentuali ben superiori rispetto al resto del Paese. In molte province meridionali, interi comuni sono rimasti senza alcuna filiale bancaria, costringendo cittadini e imprese a percorrere decine di chilometri per poter accedere a un bancomat o a un servizio di consulenza finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tendenza è alimentata da diversi fattori, tra cui la digitalizzazione dei servizi bancari, che ha spinto molte banche a ridurre i costi operativi eliminando le filiali fisiche. Tuttavia, nel Meridione, dove il digital divide è ancora una realtà, questa transizione sta creando nuove disuguaglianze, penalizzando soprattutto anziani e piccole imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiusura degli sportelli bancari ha effetti devastanti sull’economia locale. Le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore pulsante del tessuto produttivo meridionale, si trovano prive di un riferimento bancario diretto per ottenere finanziamenti e gestire le proprie operazioni quotidiane. Senza un supporto adeguato, il rischio è la stagnazione economica e la perdita di opportunità di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista sociale, la desertificazione bancaria aggrava l’isolamento delle aree interne e meno popolate, rendendo ancora più difficoltoso l’accesso a servizi essenziali per i cittadini. Gli anziani, in particolare, risentono maggiormente di questa situazione, non avendo spesso le competenze digitali necessarie per usufruire dei servizi bancari online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo questo fenomeno, che prima avveniva solo al sud adesso si sta, progressivamente spandendo a macchia d’olio, nel senso che pian pianino sta interessando tutta l’Italia, anche nelle zone che sembravano dover essere intoccabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare la desertificazione bancaria nel Meridione, e non solo, è necessario un intervento congiunto di istituzioni e settore bancario, prevedendo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Incentivi per il mantenimento degli sportelli nelle aree più svantaggiate attraverso agevolazioni fiscali;</li>



<li>Potenziamento dell’educazione finanziaria e digitale principalmente per le fasce di popolazione più anziana in modo da favorire l’utilizzo sicuro dei servizi bancari;</li>



<li>Creazione di sportelli bancari mobili;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppo di partnership pubblico/private per garantire un servizio bancario di prossimità che possa sostenere il tessuto economico e sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La desertificazione bancaria nel Meridione, ma anche nel resto del Paese, non è solo una questione economica, ma rappresenta un serio problema di coesione sociale e di accesso ai diritti fondamentali. È indispensabile un’azione concreta per evitare che intere comunità vengano ulteriormente penalizzate, aggravando il divario già esistente tra Nord e Sud del Paese. Il futuro del Mezzogiorno e dell’Italia tutta dipende anche dalla capacità di garantire servizi bancari adeguati a cittadini e imprese, sostenendo così una crescita equilibrata e inclusiva.</p>
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		<title>Formazione continua e sviluppo delle competenze fondamentali per la crescita delle persone</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/03/11/formazione-continua-e-sviluppo-delle-competenze-fondamentali-per-la-crescita-delle-persone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bianca Desideri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 10:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Valerio Fabi, Segretario Generale Aggiunto Unisin di Bianca Desideri &#8211; Direttore responsabile Professione Bancario ∙ Istruzione e formazione sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle persone e di conseguenza della società. La formazione continua è uno dei “pilastri europei dei diritti sociali”, proclamati dal Parlamento, Consiglio e Commissione Ue in occasione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Intervista a Valerio Fabi, Segretario Generale Aggiunto Unisin</h2>



<p class="wp-block-paragraph">di Bianca Desideri &#8211; Direttore responsabile Professione Bancario ∙ </p>



<p class="wp-block-paragraph">Istruzione e formazione sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle persone e di conseguenza della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione continua è uno dei “pilastri europei dei diritti sociali”, proclamati dal Parlamento, Consiglio e Commissione Ue in occasione del vertice di Göteborg del 2017 e poi codificato nel Piano d’azione del 2020 che evidenzia tre obiettivi sociali da raggiungere entro il 2030: occupazione, competenze e inclusione sociale fulcro della formazione continua nel mercato del lavoro. In relazione alle competenze, per l’Unione Europea entro il 2030, almeno il 60% degli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione. Come spesso accade, il nostro Paese, purtroppo, si colloca in una posizione intermedia rispetto agli altri Stai europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sentiamo parlare ormai da decenni di longlife learning, apprendimento lungo tutto l’arco della vita, che è elemento fondamentale per stare al passo con i tempi e per poter affrontare i mutamenti ormai quasi quotidiani della nostra società e del mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">UNISIN/CONFSAL &#8211; prima con le sue tre sezioni FALCRI, SILCEA e SIFUB poi, successivamente, come UNISIN &#8211; ha sempre dato particolare importanza al tema della formazione sia in sede di contrattazione collettiva e di secondo livello per le lavoratrici e i lavoratori sia realizzando iniziative formative per le dirigenti e i dirigenti sindacali della propria Organizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/03/Valerio3-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2056" style="width:800px;height:auto" srcset="https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/03/Valerio3-576x1024.jpg 576w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/03/Valerio3-169x300.jpg 169w, https://www.alpluraleonline.it/wp-content/uploads/2025/03/Valerio3.jpg 583w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per meglio comprendere l’attenzione del Sindacato su questo fondamentale tema parliamo con Valerio Fabi, Segretario Generale Aggiunto di UNISIN/CONFSAL, con delega appunto alla formazione, dell’attività che l’O.S. svolge per la formazione della propria dirigenza sindacale. Segretario, quanto è importante oggi la formazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo in continua evoluzione, soprattutto per effetto delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale, la formazione in genere e la formazione continua sono fondamentali per mantenere al passo con i tempi e con le innovazioni le persone e nel mondo del lavoro le risorse umane e di conseguenza, nel nostro caso, come Organizzazione Sindacale, chi deve tutelarne i diritti. La formazione continua, il longlife learning non è solo una priorità ma è un’esigenza concreta per far sì che le persone nel corso della loro vita siano in grado di affrontare le continue sfide che la società e il mondo del lavoro pongono e che le vedono protagoniste, spesso, loro malgrado.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UNISIN/CONFSAL ha una lunga storia nel formare le proprie dirigenti e i propri dirigenti sindacali…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, lo ha ricordato anche lei, prima separatamente le tre sezioni che costituiscono la nostra sigla sindacale e poi come UNISIN abbiamo sempre dato grande rilevanza al tema della formazione e abbiamo, nel corso degli anni, realizzato numerosi corsi, anche trattando temi innovativi. Il nostro catalogo formativo in costante aggiornamento, prevede già molti corsi e si arricchirà nei prossimi mesi di nuove iniziative tenendo conto delle esigenze che man mano emergeranno o che ci verranno sottoposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un catalogo ricco non solo di corsi ma anche di professionalità…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, le formatrici e i formatori di UNISIN che fanno parte del “Gruppo formazione” sono prevalentemente colleghe e colleghi con le skills necessarie a trattare i temi dei corsi anche in e-learning, ma collaborano con noi anche professionisti – avvocati, giornalisti, docenti universitari, psicologi – che trattano tematiche specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi è centrale e motivo di vanto avvalerci di professionalità conclamate e di altissimo livello, ed avere docenti interni che tramite esperienze sul campo e approfondimenti continui possano dare alle strutture sindacali interne una visione che parta dall’esperienza sul campo congiuntamente con gli aggiornamenti ed approfondimenti normativi che sono continui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della pandemia i nostri percorsi formativi erano erogati esclusivamente in presenza, successivamente, per le esigenze generatesi dalla situazione del Covid-19, abbiamo sperimentato anche la modalità e-learning, ormai, peraltro, diffusa anche a livello universitario e aziendale, che devo dire ha avuto un ottimo riscontro presso i partecipanti anche se la formula che preferiamo è quella in presenza perché consente una maggiore sinergia e uno scambio di esperienze e relazioni fondamentali per la nostra attività sindacale. Il confronto costruttivo, la conoscenza delle realtà aziendali e territoriali, la collaborazione si rafforzano con lo stare insieme in questi momenti formativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove è possibile seguire i corsi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I corsi normalmente vengono erogati nelle nostre sedi nazionali di Roma e Milano, ma le strutture territoriali possono richiedere la presenza del “Gruppo formazione” anche in sedi differenti legate al territorio in cui operano come avvenuto nel recente passato con una sessione particolarmente partecipata a Bari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segretario, può dirci qualcosa di più sul vostro catalogo dei corsi di formazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un catalogo molto articolato che abbraccia molti temi quali le conoscenze di base e quelle avanzate per svolgere l’attività sindacale; fornisce gli elementi essenziali per conoscere la previdenza pubblica e quella complementare e gli aspetti fiscali relativi, l’informatica di base, per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in tema di salute e sicurezza; fornisce, inoltre, informazioni e aggiornamenti sui diritti legati alla genitorialità e alla disabilità, public speaking, tecno stress, diritto del lavoro, solo per citare alcuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi la formazione costituisce da sempre un’occasione per rafforzare o far acquisire competenze e conoscenze, non tralasciando quelle parimenti importanti che vengono definite come soft skills, abilità meno tecniche e che sono legate allo stile di leadership, all’intelligenza emotiva, all’empatia, alla capacità di fare team building, ecc., utili ad affrontare le situazioni quotidiane e di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo convinti, per i valori che contraddistinguono UNISIN, di poter essere anche con la formazione in grado di fare la differenza e fornire a coloro che operano sui territori strumenti per svolgere al meglio la propria attività sindacale in aderenza con i tempi in cui viviamo caratterizzati da un’evoluzione continua e che quindi necessitano di competenze e conoscenze continuamente aggiornate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I corsi sono riservati solo alle e ai sindacalisti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No, alcuni dei corsi in catalogo che non sono strettamente legati all’attività sindacale possono essere seguiti anche dalle iscritte e dagli iscritti al nostro Sindacato e ne daremo notizia di volta in volta. Per quanto concerne i corsi che sono “aperti” alla partecipazione delle iscritte e degli iscritti e, se specificato, dei loro familiari, saranno identificati sul sito dedicato alla formazione da un logo differente che si aggiunge a quello dei corsi più strettamente sindacali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avete in programma nuove sessioni di formazione a breve?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo già svolto lo scorso dicembre una sessione in presenza molto partecipata del nuovo corso di formazione “Il Sindacalista oggi: tra norme e negoziazione”. Come le dicevo abbiamo sperimentato anche l’e-learning e il 19 febbraio scorso per favorire una maggiore partecipazione dei dirigenti e delle dirigenti sindacali della Sardegna e di territori particolarmente distanti dalle sedi formative di Roma e Milano abbiamo previsto una sessione e-learning di questo corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segretario, ci terrà informati delle prossime iniziative?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, il nostro auspicio è che l’offerta formativa e la fruizione dei corsi e dei percorsi formativi già molto richiesti al nostro interno possa allargarsi con lo stesso interesse anche alle iscritte e agli iscritti alla nostra Organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ne approfitto per ringraziare pubblicamente tutti i nostri docenti interni ed esterni che ci permettono la realizzazione di queste attività con un livello di conoscenza e competenza altissimo e che ci rende orgogliosi.</p>
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		<item>
		<title>“Bene taglio tassi Bce, ma serve impegno più incisivo e strutturale perché la riduzione porti effettivi vantaggi a territori, imprese e famiglie”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/02/11/bene-taglio-tassi-bce-ma-serve-impegno-piu-incisivo-e-strutturale-perche-la-riduzione-porti-effettivi-vantaggi-a-territori-imprese-e-famiglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 14:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Emilio Contrasto ∙ “La prima riunione del 2025 del board della BCE con il nuovo taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi è un segnale importante, pur se la Banca centrale continua a sostenere di voler restare sempre molto prudente e osservare con attenzione la situazione economica e politica internazionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Emilio Contrasto ∙ </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“La prima riunione del 2025 del board della BCE con il nuovo taglio di 25 punti base del tasso di interesse sui depositi è un segnale importante, pur se la Banca centrale continua a sostenere di voler restare sempre molto prudente e osservare con attenzione la situazione economica e politica internazionale che non manca di avere ripercussioni di non poco rilievo sulle economie non solo dei Paesi dell’Unione Europea ma a livello globale”, dichiara il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Emilio Contrasto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto dichiarato dalla Banca Centrale Europea, infatti, il Consiglio direttivo “ha deciso oggi di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 2,75%, al 2,90% e al 3,15%, con effetto dal 5 febbraio 2025”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il cammino intrapreso dalla BCE di graduale riduzione dei tassi è senza dubbio importante per famiglie e imprese che hanno sofferto e soffrono ancora oggi la lunga scia di rialzi che hanno portato nel recente passato il costo del denaro per i prestiti e mutui a livelli insostenibili riducendo sensibilmente le possibilità di accesso al credito e di realizzare nuovi investimenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane necessario, e lo abbiamo detto anche in occasione dei precedenti tagli, un maggiore sforzo – sottolinea Emilio Contrasto – per rilanciare l’economia e l’accesso ad un credito sostenibile soprattutto per le piccole e medie imprese e per le famiglie con redditi medio-bassi, impossibilitati a sottrarre ulteriori risorse economiche alle loro esigenze primarie per accedere a finanziamenti e mutui che continuano ancora ad essere troppo alti ed onerosi”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2025/02/11/bene-taglio-tassi-bce-ma-serve-impegno-piu-incisivo-e-strutturale-perche-la-riduzione-porti-effettivi-vantaggi-a-territori-imprese-e-famiglie/">“Bene taglio tassi Bce, ma serve impegno più incisivo e strutturale perché la riduzione porti effettivi vantaggi a territori, imprese e famiglie”</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Richieste di supporto finanziario da parte degli Italiani</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2025/01/23/richieste-di-supporto-finanziario-da-parte-degli-italiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contrasto (UNISIN/Confsal): “L’ISTAT fornisce un quadro del fenomeno su cui occorre riflettere” “Recentemente l’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sulle richieste di supporto finanziario da parte degli italiani in età compresa tra i 18 ed i 74 anni e i risultati che vengono evidenziati dovrebbero far riflettere sul fatto che ancora il sistema [&#8230;]</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contrasto (UNISIN/Confsal): “L’ISTAT fornisce un quadro del fenomeno su cui occorre riflettere”</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“Recentemente l’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sulle richieste di supporto finanziario da parte degli italiani in età compresa tra i 18 ed i 74 anni e i risultati che vengono evidenziati dovrebbero far riflettere sul fatto che ancora il sistema bancario continua a non essere attore principale e/o di riferimento di tali necessità”, afferma Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/Confsal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dal report odierno – prosegue Contrasto – emerge, infatti, che su una platea di ben 9.761.931 nostri concittadini che si ritrovano, per un motivo o per un altro, in condizioni di richiedere supporto finanziario, solo poco più di 3 milioni hanno trovato risposta o preferito rivolgersi ai canali bancari. Il canale preferito per ottenere un prestito rimane la famiglia con oltre 5 milioni e trecento mila persone e per ragioni anche non solo economiche, atteso che lo studio evidenzia che in questa fascia circa il 7,5% ha comunque dovuto corrispondere un tasso di interesse ai familiari che hanno concesso il finanziamento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue il Segretario Generale di UNISIN/Confsal: “Il report, collegato anche alla riduzione generale del valore e del numero dei finanziamenti concessi dal sistema bancario negli ultimi anni, soprattutto a breve ma anche a medio/lungo termine, deve far riflettere sia sull’ammontare dei tassi richiesti alla clientela, finalmente in calo almeno sui mutui dopo anni di continui rialzi, ma anche sulla necessità di prevedere specifici strumenti in grado di rispondere alle necessità delle fasce più deboli e meno protette come i giovani ed i lavoratori precari”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il ricorso al credito – conclude Contrasto – resta una leva fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico dei territori. È necessario che tutti gli attori istituzionalmente preposti a tale essenziale strumento operino per garantire le migliori soluzioni in grado di supportare, sia in termini di facilità/rapidità di concessione che economici, tutti i richiedenti che non presentino elementi di rischiosità patologici”.</p>
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		<title>Infortuni sul lavoro</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/11/19/infortuni-sul-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 10:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Necessario un cambio di rotta nel Paese sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro e sul controllo sulle imprese per ridurre il numero di infortuni e morti sui luoghi di lavoro Emilio Contrasto • “A poche ore dalla 74ma Giornata Nazionale per le Vittime del Lavoro abbiamo dovuto, purtroppo, registrare l’ennesimo grave incidente che ha procurato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Necessario un cambio di rotta nel Paese sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro e sul controllo sulle imprese per ridurre il numero di infortuni e morti sui luoghi di lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Emilio Contrasto • </p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“A poche ore dalla 74ma Giornata Nazionale per le Vittime del Lavoro abbiamo dovuto, purtroppo, registrare l’ennesimo grave incidente che ha procurato la morte di un lavoratore e il ferimento di altri due. Il tema della sicurezza sul lavoro – evidenzia il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto – è fondamentale per un Paese come l’Italia che si posiziona tra le prime economie europee e mondiali. Fondamentale il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha evidenziato come la sicurezza sul lavoro sia ‘una priorità permanente per la Repubblica. Ogni vita persa, ogni vita compromessa chiama un impegno corale per prevenire ulteriori perdite della salute e della dignità di chi lavora. La sicurezza sul lavoro, oltre che una prescrizione costituzionale, è anzitutto una questione di dignità umana.’</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e la loro sicurezza – evidenzia Emilio Contrasto – rappresentano, per chi come noi è impegnato quotidianamente sul campo, una priorità. Sui luoghi di lavoro e nelle aziende deve esserci un impegno comune tra parte datoriale, lavoratrici e lavoratori e parti sociali perché riescano a coniugarsi positivamente diritti, prevenzione, formazione, controlli e tutele. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha sottolineato la necessità, a nostro avviso non più procrastinabile, di focalizzare l’attenzione di tutte le forze del Paese su una rivisitazione delle norme attualmente esistenti sulla tutela delle vittime del lavoro. E’ necessaria, infatti, una revisione organica complessiva oltre a quella che integra e tiene aggiornata una normativa che ha visto la luce nel lontano 1965, ormai quasi sessanta anni fa, tenendo conto dell’evoluzione dei tempi, dei diritti e delle tecnologie”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“E’ fondamentale quindi – prosegue Contrasto – che la normativa a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro sia opportunamente implementata e sia sempre più stringente e tenga conto del cambiare, quasi quotidiano, del mondo del lavoro e delle modalità di espletamento del lavoro stesso. Occorre, inoltre, che vengano ampliati in maniera massiccia gli strumenti di controllo e il personale addetto agli stessi perché solo così si potrà avere una riduzione dei drammatici numeri di infortuni e morti che ogni anno funestano il nostro Paese. E’ altresì importante che vengano poste in atto tutte le tutele necessarie per le famiglie che a causa degli incidenti sul lavoro devono, purtroppo, affrontare, oltre al dolore per la perdita o per la invalidità causata da un infortunio o una malattia professionale di un proprio caro, anche tante difficoltà quotidiane non ultime quelle economiche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nel settore bancario – conclude il Segretario Generale Contrasto – la normativa per la tutela sugli infortuni sul lavoro, grazie alla contrattazione collettiva di primo e secondo livello, è sufficientemente avanzata. Occorre però continuare a tenere alta l’attenzione perché quello che viene comunemente definito “clima aziendale” non produca effetti negativi sulla salute e sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori”.</p>
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		<title>Assemblea ABI, Emilio Contrasto: “Lavoro e persone devono essere la priorità nelle scelte politiche ed economiche”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/07/17/assemblea-abi-emilio-contrasto-lavoro-e-persone-devono-essere-la-priorita-nelle-scelte-politiche-ed-economiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 13:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi a Roma la tradizionale assemblea annuale dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Gli autorevoli interventi del Presidente di ABI Antonio Patuelli, del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, hanno fornito, come sempre, interessanti spunti di riflessione sulle condizioni socio-economico-finanziarie del nostro Paese e hanno [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Si è svolta oggi a Roma la tradizionale assemblea annuale dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Gli autorevoli interventi del Presidente di ABI Antonio Patuelli, del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, hanno fornito, come sempre, interessanti spunti di riflessione sulle condizioni socio-economico-finanziarie del nostro Paese e hanno evidenziato le principali sfide a cui Banche, Imprese, Amministrazioni, Istituzioni, Territori, Cittadini e Lavoratori sono chiamate quotidianamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, sottolinea “la rilevanza del coinvolgimento continuo e fattivo di tutti gli stakeholder essenziali per la crescita e lo sviluppo dell’Italia che è un Paese complesso e articolato così come il suo territorio e le sue economie. Il nostro è un Paese che marcia a diverse velocità ed è caratterizzato da quel forte divario tra Nord e Centro, Sud e Isole le cui origini sono da ricercarsi nei ben noti storici squilibri economici e sociali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi vanno, purtroppo, sommati quelli che riguardano le infrastrutture fisiche e digitali mai colmati e che rischiano di rendere sempre meno connessi territori e persone. Il divario, già molto avvertito, potrebbe diventare incolmabile con l’autonomia differenziata e con un disomogeneo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, costituendo un vero e proprio problema per Imprese e Persone nei diversi territori della nostra Penisola. A questo scenario si aggiunge un altro fenomeno che sta aggravando giorno per giorno la situazione, quello della desertificazione bancaria che priva di presidi di legalità interi territori, creando non pochi problemi alle Persone e alle Imprese”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le recenti consultazioni europee &#8211; prosegue Contrasto &#8211; sono destinate a influire sulle politiche dell’Unione, che ancora fatica a trovare una sua identità ed un effettivo ruolo economico, politico e sociale tra i Grandi del mondo a causa dei mille veti incrociati che ancora i singoli Stati membri continuano a imporre per salvaguardare interessi territoriali non più difendibili. Ancora, i tassi di inflazione &#8211; seppur in calo &#8211; non vengono ritenuti sufficienti per procedere ad una riduzione strutturale e forte dei tassi d’interesse che costituiscono così un ulteriore problema per le imprese e per le famiglie che vedono sempre più in discussione le loro capacità reddituali, di accesso al credito, di poter essere concorrenziali e, specificatamente per le famiglie, il loro potere di acquisto già duramente colpito dal mancato adeguamento dei salari sostanzialmente fermi, soprattutto in Italia salvo rare eccezioni, da decenni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A novembre l’Unione Bancaria Europea compirà dieci anni, un traguardo di tutto rispetto. Nel frattempo, a giugno sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea le nuove norme, cosiddette di Basilea 3+, relative ai metodi di valutazione dei rischi bancari che prevedono inasprimenti di requisiti patrimoniali per le banche che non vanno sottovalutati. Ancora una volta il sistema bancario italiano dovrà affrontare nuove sfide e nuovi stress test. Il nostro è un sistema che ha già dato prova di essere in grado di resistere alle difficili sfide e crisi di questi anni, reggere, anche meglio di molti competitors europei, il mercato con capacità di innovazione e adeguamento che dovranno essere ulteriormente rafforzate anche nell’ottica dell’inevitabile avvento dell’Intelligenza Artificiale per riuscire a governare anche questo processo e continuare ad assicurare alle Lavoratrici e ai Lavoratori del settore un futuro lavorativo di lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È, quindi, necessario &#8211; prosegue il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL – che si proceda prioritariamente a tutelare occupazione e salari fondamentali per lo sviluppo del Paese, per il mantenimento dei consumi e per la crescita. Non bisogna, altresì, dimenticare di presidiare il Sistema Paese con provvedimenti anch’essi importanti per la crescita quali: strutturale abbassamento del cuneo fiscale; salvaguardia delle imprese anche continuando a contenere i costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime; valorizzazione e sostegno dei territori del Paese con una particolare attenzione al tema della desertificazione bancaria che rappresenta una vera e propria piaga; eliminazione dei gap tra donne e uomini in termini di ruoli e salari; eliminazione delle differenze tra le varie normative degli Stati membri dell’Unione Europea per favorire la reale e corretta competitività”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’intervento del Presidente di ABI, Antonio Patuelli, è stato come sempre lungimirante e di grande respiro e il rinnovo del suo mandato è certamente un grande segnale di stabilità. Importante è anche la recente nomina a Direttore Generale dell’Associazione di Marco Elio Rottigni che darà sicuramente a ABI una dimensione più europea ed internazionale. Patuelli con attenzione ed equilibrio è riuscito a rappresentare il mondo delle Banche. E assolutamente da apprezzare è, tra i tanti passaggi significativi del suo intervento, l’accento posto sulla necessità di garantire la piena tutela della riservatezza di chi lavora nelle banche. Parimenti chiaro e definito l’intervento del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in linea con quanto sinora ha rappresentato nel corso dei suoi interventi e quello del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Come UNISIN/CONFSAL – evidenzia Contrasto – non ci stancheremo mai di ribadire che le Banche devono continuare nella loro opera di sostegno alle famiglie e alle imprese, non dimenticando di destinare il risparmio allo sviluppo economico dei territori in particolare di quelli in difficoltà, questo per garantire un effettivo sviluppo omogeneo del Paese, ancor più oggi che ci accingiamo a nuove sfide tecnologiche e organizzative con l’autonomia differenziata. Il supporto delle Banche a famiglie e imprese è uno dei compiti essenziali del sistema bancario che, nel rispetto dei criteri di valutazione del rischio, non deve mai cadere nel tranello di rinchiudersi in sé stesso per non innescare il devastante fenomeno del credit crunch. È necessario intervenire su tutte quelle politiche commerciali improprie che, nel corso del tempo, hanno creato gravi danni reputazionali alle Banche. È, infine, essenziale, come detto, il presidio dei territori, per ricostruire quel legame ‘antico’ che la banca aveva con la clientela e con il territorio oggi quasi totalmente desertificato non solo al Centro, Sud e Isole ma anche al Nord”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per concludere, un essenziale accenno – conclude Contrasto &#8211; al grande risultato raggiunto lo scorso novembre con il rinnovo del CCNL di Settore: un rinnovo che ha consentito, tra le altre cose, il pieno mantenimento del potere d’acquisto della Categoria e il riconoscimento di una quota di produttività del Settore con un incremento economico di 435 euro mensili a regime per la figura professionale di riferimento, il ripristino dell’intera base di calcolo del Trattamento di Fine Rapporto che precedentemente era limitata alle sole voci retributive base, la riduzione effettiva dell’orario di lavoro settimanale di 30 minuti, l’introduzione di importanti miglioramenti normativi su welfare e politiche commerciali, la previsione della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese”.</p>
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		<title>Calo sportelli bancari in UE, il Segretario Generale UNISIN Contrasto: “Fenomeno grave in Italia, soprattutto al Sud. Se ne occupi la politica”</title>
		<link>https://www.alpluraleonline.it/2024/06/24/calo-sportelli-bancari-in-ue-il-segretario-generale-unisin-contrasto-fenomeno-grave-in-italia-soprattutto-al-sud-se-ne-occupi-la-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emilio Contrasto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 15:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Si tratta di un fenomeno che noi denunciamo da tempo, che sta diventando sempre più grave in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse”. Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto commenta così i dati aggiornati dalla Bce sul continuo calo degli sportelli bancari nei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alpluraleonline.it/2024/06/24/calo-sportelli-bancari-in-ue-il-segretario-generale-unisin-contrasto-fenomeno-grave-in-italia-soprattutto-al-sud-se-ne-occupi-la-politica/">Calo sportelli bancari in UE, il Segretario Generale UNISIN Contrasto: “Fenomeno grave in Italia, soprattutto al Sud. Se ne occupi la politica”</a> proviene da <a href="https://www.alpluraleonline.it">www.alpluraleonline.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">“Si tratta di un fenomeno che noi denunciamo da tempo, che sta diventando sempre più grave in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, dove le condizioni sociali, economiche, strutturali e infrastrutturali sono già particolarmente complesse”. Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Emilio Contrasto commenta così i dati aggiornati dalla Bce sul continuo calo degli sportelli bancari nei Paesi dell’Unione europea. La diminuzione del 3,09% comunicata oggi per l’anno 2023 non sorprende Contrasto, che anzi invita a porre maggiore attenzione al dato italiano e, in particolare, alla percentuale di chiusure registrate nelle regioni del Sud. Secondo il Report statistico redatto dalla Banca d’Italia “Banche e istituzioni finanziarie: articolazione territoriale del 29.3.2024”, spiega Contrasto, la contrazione nella presenza degli sportelli nel 2023 è stata ancora del 3,9% (nel 2022 rispetto al 2021 era stata del 2,6%): “Sono oltre 4,4 milioni, con un ulteriore incremento rispetto ad un anno fa, le persone che non hanno accesso ad una filiale nel comune di residenza. E con questo andamento i numeri sono destinati a crescere: circa di 6milioni di italiani, residenti in comuni nei quali è rimasto un solo sportello, rischiano di trovarsi a breve senza alcuna presenza bancaria”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL sottolinea anche che l’articolazione territoriale degli sportelli bancari operativi in Italia alla fine del 2023 mostra una maggiore presenza nelle regioni del Nord, che rappresentano il 57 per cento del totale nazionale (40 per cento in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto). Il numero di sportelli ubicati nelle regioni del Sud e nelle Isole ammonta complessivamente al 22 per cento del totale nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il Sud nel 2012 erano presenti 4.548 sportelli ridottisi nel 2022 a 3.051 (-1.497) per scendere ancora nel 2023 a 2.939 (-1.609) e per quanto concerne il dato occupazionale si è passati dai 36.991 dipendenti del 2012 ai 26.101 del 2022 (-10.890) per scendere ulteriormente poi a 25.374 nel 2023 (-11.617). E particolarmente eclatante è il caso della Calabria: al 31 dicembre 2023, 555mila persone risiedono in comuni desertificati, con un incremento rispetto ai 12 mesi precedenti di 38mila persone, 317mila risiedono in comuni con 1 solo sportello bancario. “Va da sé che l’assenza o la scarsissima presenza su territori di sportelli bancari e la minore attenzione alle esigenze del tessuto sociale, economico e produttivo delle varie realtà del nostro Paese e del Sud in particolare, che sconta un forte gap in tutti i settori, porta inevitabilmente con sé l’aumento di nuove forme di intermediazione non vigilate, perché non sottoposte al controllo della Bce e della Banca d’Italia, e anche un incremento del fenomeno dell’usura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Bankitalia ha lanciato l’allarme parlando del rischio usura per 165 mila imprese del Sud. In assenza di supporto ed assistenza da parte degli intermediari autorizzati, l’alternativa, infatti, spesso diventa quella di ricorrere a mezzi non leciti”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolinea Contrasto che “allora è tempo di intervenire con urgenza per porre un freno a questa escalation”: “Il Mezzogiorno oramai da tempo privo di fatto di centri decisionali facenti capo alle principali Banche italiane, risente come visto dai dati in modo più evidente del processo di desertificazione bancaria, determinando anche conseguenze negative sullo sviluppo di un tessuto imprenditoriale ‘sano’ e quindi, a seguire, sullo sviluppo sociale, culturale e in termini di popolazione dei vari territori. Inoltre, va rimarcata la totale assenza di un’azione concreta e mirata da parte della Politica. Su tale problema, da sempre, registriamo un assordante silenzio sia da parte della politica nazionale che, con rare eccezioni, di quella locale”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Conclude il Segretario Generale UNISIN/CONFSAL: “Le Banche, in moltissime circostanze, svolgono la essenziale funzione di motore di trasmissione su territori, famiglie e soprattutto imprese dei vari strumenti tempo per tempo posti in essere dalle istituzioni locali, nazionali e comunitarie a sostegno di imprese e famiglie. Inoltre, l’Italia è un Paese con la presenza di imprese medie e piccole, a caratterizzazione poco più che familiare. In tali realtà la consulenza finanziaria non può in molti casi essere gestita all’interno delle aziende. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poter, quindi, contare sulla propria banca, fisicamente presente al luogo dove si svolge l’attività di impresa, per la migliore qualificazione e quantificazione delle fonti di investimento diventa strategico. In assenza di imprese e di lavoro, i giovani abbandonano i territori e provano a ‘cercar fortuna’ in aree o Paesi con maggiore densità produttiva. Quindi, alla desertificazione bancaria, semplicemente segue la desertificazione economica che a sua volta determina un calo demografico soprattutto evidente nelle giovani generazioni. I dati ISTAT, soprattutto per Mezzogiorno e Isole maggiori, confermano inesorabilmente tale equazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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