di Nino Santacroce •
Il buco dell’ozono si sta riducendo e dovrebbe chiudersi completamente tra il 2035 e il 2066. Tuttavia, c’è un effetto collaterale inaspettato, la temperatura terrestre sta aumentando del 40% in più di quanto stimato finora. Paradossalmente, quando il “buco” era più ampio, generava forti vortici e venti stratosferici, con la sua chiusura, le precipitazioni si sono modificate, l’estensione dei ghiacci antartici si è ridotta e la terra si è surriscaldata. Il Protocollo di Montreal è un trionfo in quanto ha azzerato i gas distruttivi CFC(Clorofluorocarburi) e ridotto l’esposizione ai tumori della pelle, studi scientifici recenti hanno spiegato che l’ozono presente nella stratosfera funge da scudo contro i raggi UV. Tuttavia, c’è un effetto collaterale inaspettato, infatti, man mano che il “buco “ si chiude e lo strato si si inspessisce, l’ozono agisce come un potente gas serra trattenendo calore.
Nei decenni passati, la presenza del buco dell’ozono manteneva i venti antartici particolarmente intensi, isolando il polo e creando nubi che riflettevano la radiazione solare. Ora che il buco si sta restringendo, questi venti si indeboliscono o cambiano traiettoria, riducendo la copertura nuvolosa riflettente portando altresì alla riduzione dell’estensione dei ghiacci antartici ed al surriscaldamento della terra.
I risultati scientifici evidenziano che riparare il buco dell’ozono è stata un’ottima idea per la nostra salute (dal momento che farlo ripristina la barriera contro i raggi ultravioletti e protegge tra l’altro contro i tumori della pelle), ma secondo le proiezioni, entro la metà del secolo diventerà il secondo fattore di riscaldamento globale subito dopo l’anidride carbonica.
Siamo ancora in tempo per salvare l’ecosistema e garantire un futuro sicuro alla nostra specie, ma la finestra d’azione si sta stringendo e richiede una trasformazione radicale in questo decennio. La scienza non parla di un “punto di non ritorno” bensì di una transizione graduale in cui ogni frazione di grado di riscaldamento evitato riduce drasticamente la frequenza di catastrofi meteo, carestie e collassi ecologici.
Per vincere questa sfida, l’azione globale deve concentrarsi su tre pilastri immediati e interconnessi:
Azzerare i combustibili fossili triplicando l’installazione di energia solare ed eolica a livello mondiale per sostituire carbone e gas.
Interrompere le perdite di gas naturale dagli impianti industriali e ottimizzare la gestione dei rifiuti per un abbattimento termico immediato.
Convertire i trasporti e il riscaldamento domestico verso tecnologie elettriche alimentate da fonti pulite.
Tutti noi abbiamo l’obbligo morale di fare qualcosa.
Le scelte individuali di miliardi di persone, se sommate, possono abbattere fino al 40-70% delle emissioni globali di gas serra entro il 2050.
Ciascuno di noi ha il potere di agire subito:
- Muoviamoci preferibilmente con mezzi elettrici o per piccoli tratti con bici o a piedi;
- Risparmiamo energia nelle nostre abitazioni sostituendo le vecchie caldaie, i vecchi infissi e installando pannelli fotovoltaici sul tetto;
- Modifichiamo le abitudini alimentari, azzeriamo lo spreco e preferiamo prodotti locali e di stagione;
- Consumiamo meno e meglio, ripariamo prima di sostituire e preferiamo capi di qualità di seconda mano o fatti con materiali riciclati;
Il cambiamento individuale è necessario solo quando milioni di persone sceglieranno la sostenibilità, le aziende saranno costrette a cambiare i prodotti e i governi a varare leggi più severe a tutela del clima.










